lunedì 30 aprile 2012

Lithium

Il nome della canzone è generalmente attribuito all'uso del litio come stabilizzatore dell'umore. Infatti il testo è spesso interpretato come una descrizione del disturbo bipolare. Cobain affermava di essere affetto da disturbo bipolare e per questo avrebbe scritto la canzone, ma ci sono molti punti d'incertezza riguardo alla giusta interpretazione del testo.

Lithium
I'm so happy because today
I've found my friends ...
They're in my head
I'm so ugly, but that's okay, cause so are you..

(Nirvana - Lithium)

venerdì 27 aprile 2012

Purple

purple
Purple
Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima di dolore.
(Ambrogio Bazzero)

giovedì 26 aprile 2012

Lancia Ferrari D50

L'attività sportiva della D50 va suddivisa in tre periodi: nel primo, che va dall'ottobre 1954 al giugno 1955, si può parlare di un prodotto Lancia iscritto e partecipante alle competizioni (nella fattispecie Gran premi di Formula Uno) a nome della Casa stessa, come Scuderia Lancia; un secondo breve periodo, dall'agosto al settembre 1955, vede le vetture D50, praticamente immutate, partecipare a due Gran Premi (a Monza, limitatamente alle prove, e ad Oulton Park) a nome della Scuderia Ferrari; nel 1956 invece le D50, che correranno per la scuderia modenese, riceveranno modifiche via via più sostanziali che la differenzieranno anche sostanzialmente da quello che era il progetto iniziale. ©wikipedia

Lancia Ferrari D50
I motori sono come le donne, bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.
(Enzo Anselmo Ferrari)

martedì 24 aprile 2012

Scuderia Ferrari

Fondata da Enzo Ferrari nel 1929, è tra le più note squadre del mondo automobilistico sportivo, oltre che dotata di un palmarès eccezionale. La Scuderia Ferrari è attiva nel campionato del mondo di Formula 1 fin dalla sua istituzione, ne ha vinto 15 volte il titolo piloti e 16 quello costruttori, riportando vittorie anche in altre categorie, come il Campionato mondiale per vetture sport, in corse di durata come la 24 Ore di Le Mans, la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring, corse per vetture Gran Turismo. Tra i successi più prestigiosi è d'obbligo citare le vittorie nelle tre maggiori competizioni mondiali su tracciato stradale: Targa Florio, Mille Miglia e Carrera Messicana.

Dal 1929 al 1937 è stata allestita dalla S.A. Scuderia Ferrari, che correva con automobili fornite esclusivamente dalla Alfa Romeo, rappresentando il reparto corse della casa automobilistica del biscione. Nel 1939, dopo due anni di sospensione dell'attività agonistica, la squadra rinasce, questa volta indipendente, sotto il nome di Auto Avio Costruzioni e, dal 1947, riprende la denominazione Scuderia Ferrari. ©wikipedia

Scuderia Ferrari
La migliore Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima.
(Enzo Anselmo Ferrari)

lunedì 23 aprile 2012

Steve McCurry: Progetto Umbria

Torno a parlarvi del mio fotografo preferito: Steve McCurry che curerà un progetto per la regione Umbria nei prossimi mesi.

L’Umbria secondo Steve McCurry

Decisamente più piccola del Lazio, meno famosa della Toscana, senza il mare delle Marche. Eppure l’Umbria non ha nulla da invidiare alle sue vicine: è una regione ricca di paesaggi meravigliosi, di storia e tradizione, basti pensare agli affreschi di Giotto e Cimabue che impreziosiscono la basilica di Assisi, o alle cittadine medioevali di Gubbio e di Todi, o ancora alla famosa Corsa dei Ceri, che si svolge ogni anno proprio a Gubbio.

© Steve McCurry
Ma ora l’Umbria ha un altro motivo ancora per farsi conoscere in tutto il mondo: i suoi paesaggi, i suoi paesini e i volti dei suoi abitanti saranno immortalati dall’obiettivo di Steve McCurry, uno dei più apprezzati e premiati fotografi al mondo, autore del ritratto della ragazza afgana realizzato per un servizio di National Geographic.

Lancia Ardea pt.2

Alla vettura viene dato il nome “Ardea”, corrispondente a quello di una antichissima città laziale (geograficamente un po’ a sud di Pomezia), fondata forse dal figlio di Ulisse e di Circe, che fu capitale dei Rutuli all’epoca dello sbarco di Enea. Questo nome, poco amato anche dagli stessi “lancisti”, darà luogo a discussioni circa la sua corretta pronuncia: inizialmente è la stessa Casa costruttrice a suggerire l’accentazione sulla prima “A” (a dimostrarlo ci sono i primi dépliant), ma alla fine prevarranno coloro che non gradiscono questa posizione dell’accento, tanto è vero che ancora oggi, quando ci si riferisce a questo modello, lo si pronuncia il più delle volte come Ardèa (ad essere accentata è dunque la “e”).©wikipedia

Lancia Ardea
L'automobile è divenuta il carapace, il guscio protettivo ed aggressivo, dell'uomo urbano e suburbano.
(Marshall McLuhan)

venerdì 20 aprile 2012

Lancia Ardea

Il 1939 volge al termine tra i primi bagliori della guerra, quando la Casa torinese lancia sul mercato un nuovo prodotto rivoluzionario, alla cui realizzazione ha probabilmente contribuito il famoso progettista Vittorio Jano, passato dall’Alfa Romeo alla Lancia nel febbraio 1938. Alla vettura viene dato il nome “Ardea”, corrispondente a quello di un’antichissima città laziale (geograficamente a sud di Pomezia).

Anche se l’idea di una vettura di piccola cilindrata da affiancare all’Aprilia è sicuramente parto della fervida mente di Vincenzo Lancia (che pare l’avesse già definita come la più popolare vettura tra quelle che ho prodotto finora), il primo vagito di quella che poi sarà l’Ardea si può identificare in un brevetto, depositato circa due mesi dopo la scomparsa di monsù Lancia, nella primavera del 1937, per una nuova distribuzione a valvole in testa inclinate, comandate da un solo albero di distribuzione azionato da una catena silenziosa munita di tenditore automatico. Dietro questa poco entusiasmante definizione, si cela però un ingegnoso meccanismo mediante il quale un solo albero a camme aziona, tramite otto aste molto corte (e bilancieri), le valvole, che risultano inclinate rispetto all’asse dei cilindri: il sistema consente così di ottenere, senza dover ricorrere a due o più alberi a camme, le teste emisferiche, considerate all’epoca il massimo per l’elevato rendimento.

Lancia Ardea
Per quanto riguarda invece la linea della carrozzeria, la signora Adele Lancia ed i suoi collaboratori non hanno alcun dubbio: essa deve ripetere, praticamente ridotta in scala 9:10, quella della sorella maggiore Aprilia, già accolta con favore da pubblico e critica ed avviata al successo. Vero e proprio gioiellino, l’Ardea ha il torto di nascere in un momento sbagliato: quando, nel novembre del 1939, essa viene presentata al Capo del Governo italiano, Benito Mussolini, si respira aria di guerra (due mesi prima, il 1º settembre, Hitler ha scatenato il conflitto mondiale), in Italia è appena stato istituito il divieto di circolazione (imposto dal 3 settembre sarà provvisoriamente abrogato l’8 dicembre 1939), la benzina è razionata, il clima insomma non è certo quello ideale per il lancio di un nuovo modello di vettura, ancorché relativamente economico. ©wikipedia
Ritengo che le automobili oggi siano tutt'al più l'equivalente delle grandi cattedrali gotiche: le considero la suprema creazione di un'epoca, concepita con passione da artisti sconosciuti, distrutta nella raffigurazione e nell'uso da un'intera popolazione che se ne impossessò come semplice oggetto magico
(Roland Barthes)

giovedì 19 aprile 2012

L'unica Legge di Newton: il potere è Donna

Helmut Newton, celebrato oggi al Grand Palais con una mostra che semplicemente porta il suo nome (sino al 17 giugno), è il fotografo che ha lasciato al Novecento l’immagine meno femminile, a suo modo più cerebrale e più castrante della donna.

© Helmut Newton
Nato a Berlino nel 1920, figlio di genitori entrambi ebrei, cresciuto nella buona borghesia Berlinese degli anni '20-'30. Frequenta il Werner von Trotschke Gymnasium e la Scuola Americana a Berlino. Interessato alla fotografia fin da piccolo, lavora con la fotografa tedesca Else Simon, conosciuta come Yva. A seguito delle leggi razziali lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste sul piroscafo "Il Conte Rosso" rifugiandosi a Singapore e lavorando come fotografo per il Straits Times. Prende servizio nell'esercito australiano durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945.

Mercedes-Benz W25 pt.2

Il debutto sportivo della W25 si ebbe alla corsa dell'AVUS del 27 maggio 1934, dove la vettura schierata ebbe problemi al motore e dopo poco fu costretta al ritiro. Ma dopo questa prima uscita deludente, la W25 si riscattò e dominò la scena sportiva per gran parte del 1934: al Nürburgring, Manfred von Brauchitsch conquistò la vittoria. Proprio in occasione di questa manifestazione, secondo il racconto fatto dall'allora direttore sportivo Mercedes Alfred Neubauer nel suo libro "Männer, Frauen und Motoren" pubblicato nel 1958, avvenne una fatto significativo: prima della partenza, le W25 schierate risultarono più pesanti di un chilo rispetto al regolamento. Dopo alcuni tentativi infruttuosi di ridurre il peso, gli venne l'idea di sverniciare la vetture schierate, lasciando scoperta la carrozzeria in alluminio riuscendo a rientrare entro la soglia dei 750 kg. Da quel momento le vetture della scuderia tedesca sarebbero state soprannominate frecce d'argento, tuttavia questa versione non trova riscontri nelle cronache dell'epoca e già nel 1932 la Mercedes aveva vinto una gara sul circuito dell'AVUS con una SSKL di colore argento con una con una specifica carrozzeria affusolata con pannelli di alluminio a vista, inoltre nella gara del Nurburgring citata da Neubauer, valevole come formula libera, non erano in vigore limiti di peso, in quanto data la carenza di nuove macchine conformi alla Formula 750 kg, furono ammesse anche quelle corrispondenti alla precedente normativa.
In seguito, l'italiano Luigi Fagioli fece suoi i Gran Premi di Spagna e d'Italia, nonché la Coppa Acerbo. Ma il maggior contributo alla carriera sportiva della W25 sarebbe giunto negli anni seguenti da uno dei più grandi piloti tedeschi degli anni trenta: Rudolf Caracciola. Nel 1934 si ebbero però anche altre manifestazioni prive di successo, come il Gran Premio del Belgio e di Francia. Nell'ultima parte dell'anno, il motore originario subì delle migliorie, passando a 3710 cc, con una potenza massima di 348 CV, dando origine al motore M25AB.


Mercedes-Benz W25
Mercedes-Benz W25

mercoledì 18 aprile 2012

Mercedes-Benz W25

La nascita della W25 si deve ad un evento storicamente non proprio felice, cioè all'ascesa al potere di Adolf Hitler nel 1933, il quale diede un impulso non indifferente perché venissero organizzate competizioni automobilistiche che sancissero la supremazia sportiva delle Case tedesche a livello mondiale. Il governo instaurato dal dittatore tedesco fornì quindi l'appoggio per la realizzazione di vetture sempre più competitive.
Di questo stanziamento di fondi approfittarono principalmente due costruttori: uno era la Mercedes-Benz, mentre l'altro era la neonata Auto Union, costituita l'anno prima della nascita della dittatuta hitleriana.

La Casa di Stoccarda era interessata tra l'altro al progetto di una vera vettura da competizione, la prima dalla nascita del gruppo Daimler-Benz nel 1926, una vettura che non fosse derivata dalla produzione di serie, ma che fosse invece specificamente progettata per le gare. Insomma, si trattava di una vettura che avrebbe dovuto prendere il posto della SSKL, che stava via via cedendo il passo a vetture più moderne, agili e leggere.

Il progetto per la futura W25 venne già avviato nel marzo del 1933 dal team guidato da Hans Nibel, con la collaborazione di Max Sailer, e tutto ciò senza che la Casa della "stella a tre punte" avesse un reale bisogno dei finanziamenti governativi, i quali sarebbero giunti in seguito, quando la vettura era praticamente già ultimata. ©wikipedia

Mercedes-Benz W25
Oh,Signore, non mi acquisterai una Mercedes Benz. Tutti i miei amici guidano la Porsche,devo fare ammenda.
(Janis Joplin)

martedì 17 aprile 2012

Blood

Il titolo sta volta non c'entra molto con la foto, trae spunto dalla citazione, che è l'incipit di "Blood" di Ann Rice, nuovo capitolo delle Cronache dei Vampiri. Per intenderci, per i cinefili parliamo delle saga narrata in  Intervista col Vampiro, che è il primo libro della serie (1976) che narra le vicende di Lestat de Lioncourt.

Ps.: consiglio mentre guardate la foto e leggete l'aforisma, di ascoltarci Sting con Moon Over Bourbon Street.

Ps.: II se non avete la voglia e la forza di leggere tutta la saga, vi consiglio quello che secondo me è il più bello della saga: Memnoch il diavolo.

Blood
Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi però che su tutto questo
Dio ti convocherà in giudizio.

(Ecclesiaste, 11,9)

Bugatti Type 13 pt.2

La Bugatti Tipo 13 Brescia fu la prima automobile prodotta in un certo numero di esemplari dalla Casa francese Bugatti e rimase in produzione dal 1910 al 1926.

La Type 13 fu prodotta assieme alle Type 15 e Type 17, nate dallo stesso progetto, ma che differivano tra loro essenzialmente per la misura del passo. La Type 13, la più piccola del terzetto, era però destinata più delle altre a lasciare un segno nella storia della Casa francese, grazie alle sue affermazioni in campo sportivo.
Era piccola e leggera e vinse nel 1921 un Gran Premio d'Italia nella classe "Vetturette" che le valse appunto il soprannome "Brescia", la Tipo 13 usava il classico telaio Bugatti con le balestre posteriori, molto rigide. Ma la Tipo 13 riuscì a conquistare numerose altre vittorie in altre gare.

Bugatti Type 13 Brescia
Bugatti Type 13 Brescia
La Type 13 montava un motore a 4 cilindri in linea, che nel corso degli anni è andato via via evolvendosi nella cilindrata, nella potenza e quindi anche nelle prestazioni. Le prime Type 13 montavano un motore da 1327 cc in grado di erogare 15 CV a 2400 giri/min. In seguito, nel 1914, a questa prima versione, ne fu affiancata un'altra, molto più potente, grazie al propulsore da 1368 cc che le permetteva di arrivare a 30 CV a 4000 giri/min.

Nel 1922, queste due versioni furono tolte di produzione, per lasciare il posto a due nuove motorizzazioni: una da 1453 e l'altra da 1496 cc. Le prime auto avevano un solo albero a camme in testa con due valvole per cilindro, mentre dopo la prima guerra mondiale si passò alle quattro valvole per ogni cilindro. La Type 13 fu tra l'altro la prima vettura al mondo ad adottare tale schema di distribuzione. ©wikipedia

Bugatti Type 13 Brescia
Bugatti Type 13 Brescia
L'automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti e incompleti.
(Marshall McLuhan)

lunedì 16 aprile 2012

Bugatti Type 13

La Tipo 13 derivava dal prototipo Tipo 10 (denominato Petit Pur Sang) che Ettore Bugatti aveva messo insieme nella sua Cantina, a Colonia. Questa Bugatti, Che 5i ispirava alla Isotta-Fraschini Tipo FE, fu tra le prime automobili di piccole dimensioni in grado di offri re prestazioni accettabili, senza però l’approssimazione e la pericolosità tipiche dei tricicli a motore.

Agli inizi la produzione ebbe un avvio stentato (nel 1910 ne furono costruiti solo 5 esemplari) ma, quando una Tipo 13 arrivo seconda nel Gran Premio di Le Mans del 1911 - preceduta da una Fiat con motore concettualmente uguale ma con cilindrata di oltre 10 litri! - il nome Bugatti diventò noto in una classe di clienti piuttosto esclusiva, e le vendite aumentarono considerevolmente.

Insieme alla Tipo 13 Bugatti mi se in produzione due modelli derivati ma con telaio più lungo, la Tipo l5 e la Tipo 17. © http://www.targaflorio-1906-1977.it

Bugatti Type 13
Bugatti Type 13
Il fascino dell'automobile è questo: si è eroici e seduti.
(Anselmo Bucci, Il pittore volante)

domenica 15 aprile 2012

Bastione

Bastione
Il mondo non è una casa d'affitto a Brighton che si debba lasciare perché è miserabile: è il castello di famiglia, con la bandiera sventolante sul torrione, e più è miserabile meno dobbiamo abbandonarlo.
(Gilbert Keith Chesterton)

venerdì 13 aprile 2012

giovedì 12 aprile 2012

Calendula

Caldendula
Dei grandi i favoriti apron le foglie
quale calendula al sole si schiude,
ma il loro orgoglio è in loro già sepolto:
un corruccio - e nel colmo son perduti.

(William Shakespeare)

mercoledì 11 aprile 2012

La vita è fatta di piccoli dettagli

Dettagli della macchina di controllo per la produzione della birra presso il birrificio Poretti
Dettagli della macchina di controllo per la produzione della birra presso il birrificio Poretti
Tengo sempre a portata di mano una scorta di birra nel caso vedessi un serpente, che tengo sempre a portata di mano.
(W.C. Fields)

martedì 10 aprile 2012

Jodi Cobb: una vita in giro per il mondo

Jodi Cobb, fotografa famosissima del National Geographic, ha imperniato tutta la sua carriera sulla rottura degli schemi.

© Jodi Cobb

Nata negli Stati Uniti, ha trascorso la sua infanzia in 28 paesi diversi, al seguito del padre che lavorava per una compagnia petrolifera texana.

Tornata negli USA, frequenta l'University of Missouri, la scuola di giornalismo, dove scopre la passione per la fotografia. Dopo una sofferta decisione, decide di seguire l'idea iniziale e darsi alla scrittura, accettando un posto nella redazione della rivista House and Garden di New York.

© Jodi Cobb
Ma la fotografia è un richiamo troppo forte, infatti l'anno successivo si iscrive a un master in fotografia in Missouri per perfezionare la sua formazione. In seguito ha lavorato per il News Journal di Wilmington, nel Delaware, dove era l’unica fotogiornalista donna, e per il Denver Post, accettando qualsiasi incarico i redattori le affidassero, dalla musica allo sport.

Un fiore di prugna

Il susino (Prunus domestica L., 1753) è una pianta della famiglia delle Rosaceae che produce i frutti noti col nome di susina o prugna.
Il frutto contiene le vitamine A-B1-B2 e C e alcuni sali minerali: il potassio, il fosforo, il calcio e il magnesio. La polpa della susina è utile al fegato per compiere il processo della secrezione biliare. ©wikipedia

un fiore di prugna
un fiore di prugna
La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
(Theodor Adorno)

venerdì 6 aprile 2012

giovedì 5 aprile 2012

Laura Maggi dai caffè a Playboy

Lasciatemi divagare un attimo, su una notizia di costume e fotografia. Non so se vi ricordate di quella barista bresciana che aveva fatto parlare di sé, per lo strepitoso successo del suo bar dovuto sopratutto alle sue curve. Ora Laura ha centrato il suo obiettivo, ha ottenuto la copertina di playboy.

Mi chiedo: ma anche questa è arte?

Laura Maggi su Playboy
Laura Maggi per Playboy

"Scandalosa per servirvi". Eccola lì Laura Maggi, la sexy barista bresciana diventata famosa per le mise succinte che sfoggia come divisa da lavoro nel suo bar di Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, il Le café.
Ecco lì la ragazza che ha mandato in tilt tutto il paese scatenando l'ira funesta delle (gelosissime) mogli degli avventori. Eccola lì sulle pagine di Playboy. Nuda. Qualche velo in meno rispetto a quelli che di solito veste nel suo locale. Ma tanto basta per richiamare l'attenzione dei lettori della rivista.

Dopo essere comparsa su tutti i quotidiani nazionali, Laura Maggi ha deciso di sfruttare la propria notorietà (e la propria bellezza) per sfondare sulla copertina patinata di Playboy. Ci è riuscita. Ed è diventata una star. Adesso se la contendono anche le televisioni. Il primo telegiornale a darle risalto era stato Studio Aperto, poi anche il Tg5 le aveva dedicato un servizio. Di rimando è finita su tutti i canali e tutti i giornali italiani. Insomma, se la contendono un po' tutti. Non appena è salita alla ribalta delle cronache nazionali, Giancarlo Magalli ha subito stravisto per lei. E ancora: Mara Venier e Federica Panicucci hanno invitato la sexy barista nei loro salotti televisivi.

Dalla Rai a Mediaset tutti vogliono mettere le mani sull'intraprendente Laura. Le Iene hanno già organizzato un'incursione nel suo locale. Lei di certo non si lascia scappare l'occasione: accontenta un po' tutti e si rilancia su Playboy nei panni della "barista più seducente del mondo". Ormai è un volto pubblico, Laura Maggi. E il suo bar? Era già pieno di clienti prima che la ragazza spopolasse sui media nazionali. Figuriamoci adesso... © il giornale
Le idee sono come le tette: se non sono abbastanza grandi si possono sempre gonfiare.
(Stefano Benni)

Un salto nel passato

Nella foto potete ammirare il particolare del quadro di comando per la produzione della birra nel secolo scorso, presso la birreria Poretti. La cosa che oggi sembra pazzesca è il fatto che sia tutto realizzato in rame massiccio.

un salto nel passato
un salto nel passato
Un Paese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra. E alla fine è di una bella birra che si ha più bisogno.
(Frank Zappa)

mercoledì 4 aprile 2012

Strada facendo pt. II

Lo scatto è simile a quello precendente, cambia solo un pò la prospettiva ma sopratutto il Picture Style, che come in passato abbiamo ricordato è una sorta di pellicola per il digitale. Nell'altra foto era stato usato lo style "nostalgia" che regalava alla composizione un tono più "retrò"

strada facendo
strada facendo
Si dimentica dove conduce la strada.
(Eraclito)

lunedì 2 aprile 2012

Strada facendo

Strada facendo
Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è
tra mille mattini freschi di bicletta,
mille e più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...

(Claudio Baglioni - Strada facendo)
blipper
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