venerdì 31 ottobre 2008

This is halloween (che festa inutile)

Un funerale per gli uomini é forse una festa di nozze per gli angeli
(Kahlil Gibran)

giovedì 30 ottobre 2008

Pearl Jam - Daughter



You guys ready...

Alone...listless...breakfast table in an otherwise empty room
Young girl...violins...center of her own attention
The, mother reads aloud, child, tries to understand it
Tries to make her proud

The shades go down, its in her head
Painted room...cant deny theres something wrong...

Dont call me daughter, not fit to
The picture kept will remind me
Dont call me daughter, not fit to
The picture kept will remind me
Dont call me...

She holds the hand that holds her down
She will...rise above...ooh...oh...

Dont call me daughter, not fit to } the picture kept will remind me } (2x) dont call me
Daughter, not fit to be } the picture kept will remind me } dont call me...

The shades go down (2x) the shades go, go, go...

Stringerò la candela Finché non mi brucerà il braccio.
(Pearl Jam - Indifference)

martedì 28 ottobre 2008

Epilogo

Una delle fini più criptiche mai lette in un libro:

È impossibile dire quanto c'è voluto per arrivare fin qui. Il tempo non esiste più. Siamo accampati da giorni in un posto che sembra il limite della coscienza, chiedendoci cosa faremo ora.
È come essere sul ciglio di una scogliera, ma è il ciglio più sottile che abbia mai visto.
Non sembra nemmeno il bordo di qualcosa, piuttosto la parte centrale.
Ma in qualche modo un ciglio c'è. Puoi awicinartici, e hai l'impressione di poterti affacciare, ma qualcosa te lo impedisce. C'è una specie di recinzione elettrificata: una linea oscillante che crepita circondando tutto il luogo come una corrente elettrica.
Abbiamo fatto l'amore qui, al limite della consapevolezza; lo abbiamo fatto migliaia di volte. Ci siamo detti tutte le cose che sappiamo.
A volte sembra di essere davvero in cima a una scogliera, con il mare laggiù in basso, sabbia sotto di noi e ciuffi di piccoli fiori di campo. Altre volte, invece, è come se fossimo bloccati sulla testa di uno spillo, e il vuoto non è solo sotto di noi, ma tutt'intorno, e non è possibile tornare indietro, perché dietro non c'è nulla.
Non c'è nulla davanti, dietro, sopra, sotto.
Oggi abbiamo deciso (anche se questo posto è un solo lungo giorno) di compiere la scelta, perché il problema arrivando al limite estremo è che la consolle sembra guastarsi, e ci sono scariche statiche e crepitìi quando la voce dice: Ora tu hai una scelta infinita.
E ogni volta noi esitiamo, perché è una scelta che non possiamo fare.

È come se guardassimo qualcosa che nessuno ha mai guardato prima.
Ora tu hai una scelta infinita. Siamo già stati ovunque nella Troposfera: era necessario per arrivare qui. Così, ci guardiamo negli occhi e, mano nella mano, ci dirigiamo verso il ciglio.
E oggi, ieri o qualunque sia questo momento, lo superiamo.

Pensavo che saremmo precipitati (e speravo nel vuoto).

Ora tu hai una scelta infinita.
Continuiamo a camminare.
Non abbiamo bisogno di dire nulla.
Ho davanti tutte le possibilità, ogni singola scelta. Ma ora siamo in un giardino, il più perfetto e pieno di alberi che abbia mai visto, lambito da un fiume luccicante come uno specchio.
Credo che questo abbia un senso, perché la coscienza deve essere cominciata in un giardino, perché dopotutto si è sviluppata dalle piante. Guardo Adam, ma non posso più parlare.
Forse non posso nemmeno pensare.
C'è un albero vicino al fiume, e noi ci dirigiamo verso di esso.

E allora capisco.

La vita è un'avventura con un'inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal caso
(Roberto Gervaso)

lunedì 27 ottobre 2008

Shadow of the Day



I close both locks below the window
I close both blinds and turn away
Sometimes solutions aren't so simple
Sometimes goodbye's the only way

Chiudo entrambe le serrature sotto la finestra
chiudo entrambe le tende avvolgibili e mi volto
a volte le soluzioni non sono così semplici
a volte dirsi addio è l'unica soluzione

And the sun will set for you
The sun will set for you
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you

e il sole tramonterà per te
il sole tramonterà per te
e l'ombra del giorno
abbraccerà il mondo grigio
e il sole tramonterà per te

In cards and flowers on your window
Your friends all plead for you to stay
Sometimes beginnings aren't so simple
Sometimes goodbye's the only way

carte rosa e fiori sulla tua finestra
tutti i tuoi amici ti hanno supplicato di restare
a volte gli inizi non sono così semplici
a volte dirsi addio è l'unica soluzione

And the sun will set for you
The sun will set for you
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you

e il sole tramonterà per te
il sole tramonterà per te
e l'ombra del giorno
abbraccerà il mondo grigio
e il sole tramonterà per te

And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you
e il sole tramonterà per te
il sole tramonterà per te
e l'ombra del giorno
abbraccerà il mondo grigio
e il sole tramonterà per te

Dove c'è molta luce, l'ombra è più nera.
(Goethe)

domenica 26 ottobre 2008

Il viaggio della Paura

Un altro brano di "Che fine ha fatto Mr Y?"

Non mi piace questo paesaggio. Non mi piace affatto. La sciropposa sensazione che provo nella Troposfera è scomparsa, e adesso mi sento non soltanto infreddolita e stanca, ma del tutto svuotata, come se fossi soltanto pelle. Il treno accelera ancora, e io non posso fare a meno di guardare fuori del finestrino. È come quando usi Internet per scoprire se i tuoi sintomi corrispondono a qualche malattia terminale: sai che e così, sai che non dovresti guardare, ma lo fai. Vedo solo un grande campo. Ma non è un terreno verde che fa sperare in un raccolto: è soltanto fango. E sul fango, ci sono delle case che bruciano. Avverto qualcosa di simile all'impressione che ho guardando il notiziario TV, quel senso iperreale che le immagini in due dimensioni sullo schermo non siano vere, ma c'è una differenza. Quelli là fuori non sono vecchi edifici in fiamme mostrati dal telegiornale, ma tutte le case in cui ho vissuto. Dentro ci sono io, e non posso uscire; ci sono i miei genitori, e non possono uscire. So che mia sorella è già morta. Ma non basta. E' paura senza speranza: questa sono io mentre dormo nella mia fredda camera da letto nel Kent, indossando il pesante pigiama compratomi da mia madre quando trascorrevamo ancora il Natale insieme. Nell'immagine, in realtà non sto dormendo: il fumo dell'incendio mi ha già fatto perdere i sensi e ora, mentre guardo, la gamba del pigiama prende fuoco, e la pelle intorno alla caviglia comincia a sciogliersi. Non mi sveglierò più. Brucerò completamente e non saprò mai cosa è successo.
Dopo gli incendi arriva un'inondazione, acqua che sale sempre più su intorno alle stesse case - le mie case - fino a sommergerle completamente, e vedo morire la gente che si è rifugiata sui tetti e negli attici. Tutta la mia famiglia, tutte le persone che ho conosciuto. Da una parte, so che non m'importa troppo dei miei familiari (quando li ho visti l'ultima volta?), dall'altra, ora io sono lì con loro, in attesa di un aiuto che non arriva, accettando il momento in cui l'acqua diventa troppo alta e noi ci finiamo dentro. Non vi è nulla, oltre l'acqua; è nera e fredda, e puzza di morte. Io sono la prima a lasciarmi andare, a smettere di trattenere il respiro, a inghiottire il liquido scuro. Ecco, è finita. Tenebra. Il mio inutile corpo affonda là dove prima c'era la strada. E su questo treno della paura sto sudando, mentre il mio cuore batte così rapidamente che è come un unico, lungo battito, o forse nessun battito. L'aspetto peggiore di queste immagini è che non vi è altro. Non perché io non possa vedere al di là delle case e del fango, ma perché so con la più assoluta certezza che non c'è nulla là fuori, a parte ciò che vedo. Non c'è alcuna Ariel, qui, nessun treno. Morirò in quelle case, e non vi è un altro posto dove rifugiarmi. Non provo la sensazione che tutto ciò stia succedendo "dietro l'angolo" o alla TV, o che stia capitando a qualcun altro. Dev'essere così che ti senti quando apri la porta a un uomo con un occhio solo che brandisce una scure; quando non riesci a respingerlo (come potresti?) e ti ritrovi legato, e capisci che stai per morire. Quello che vedi non accade a un personaggio di fantasia; la tua esperienza è reale: sono io, è la mia fine. O peggio: sei come un personaggio di fantasia, ma non uno dei protagonisti. Sei solo una delle vittime lungo la strada.
Il treno continua ad avanzare sferragliando. I vicoli che normalmente non percorrerei mai dopo il crepuscolo sono tutti là, ora: un mondo di vie senza sbocco con stupratori che sorvegliano gli stretti e oscuri passaggi come i fantasmini di Pac Man. Vengo pugnalata mille volte da gente che non conosce il mio nome, che non sa quali libri preferisco leggere o che mi piacerebbe avere un gatto, se la mia vita fosse meno incasinata. Vedo me stessa morire dissanguata come un animale in un macello, mentre parti del mio corpo sono sparse all'intorno, recise e scartate. Prego perché mi sia concesso di perdere i sensi, ma invano. Oh, Gesù. Non posso più sopportare tutto questo. È come se stessi subendo un'operazione e i chirurghi non sapessero che sono sveglia. Sono coinvolta in un tamponamento a catena sull'autostrada. Vedo Adam morire in un milione di modi diversi. Poi sono io a ucciderlo in tutte le maniere possibili, e a uccidere anche tutti gli altri. Sono in prigione e non ne uscirò mai. Non ho alcuna scelta.

Non c'è speranza senza paura né paura senza speranza.
(Benedetto Spinoza)

sabato 25 ottobre 2008

Il mistero della vita

Le cose che l'uomo conosce possiedono sfumature che sfuggono alla sua comprensione. Abbiamo, ad esempio, un frammento di metallo, un pezzo di legno, una goccia d'acqua, l'atmosfera, un gas, il calore, l'elettricità, l'etere luminifero. Ora, noi chiamiamo tutte queste cose materia, comprendendole in un'unica definizione generale; ciò nonostante, non possono esservi due concetti più fondamentalmente diversi di quelli con cui consideriamo un metallo o l'etere luminifero. Quando ci occupiamo del secondo, proviamo un impulso quasi insopprimibile a inserirlo nella stessa categoria dello spirito o del nulla. L'unica considerazione che ci impedisce di farlo è la nostra idea della sua struttura atomica; e anche così, dobbiamo chiedere aiuto alla nostra nozione di atomo come qualcosa caratterizzato da grandezza, solidità, palpabilità e peso infinitesimi. Se eliminiamo l'idea della struttura atomica, non riusciremo più a considerare l'etere come un'entità o, almeno, come materia. Per usare un termine più adatto, potremmo definirlo spirito. Facciamo ora un passo oltre l'etere luminifero, immaginando qualcosa di gran lunga più rarefatto, così come l'etere lo è del metallo, e arriviamo subito (a dispetto di tutti i dogmi scolastici) a una massa straordinaria, una materia non scomponibile in particelle. Infatti, anche se possiamo ammettere l'infinita piccolezza degli atomi, l'infinita esiguità degli spazi che li separano è un paradosso.

Edgar Allan Poe, La rivelazione mesmerica


…perchè il tragico mistero buffo della vita, era poi in fondo solo quello: continuare a inseguire qualcuno che non ci ama, inseguiti da qualcuno che non amiamo...
(Giorgio Faletti)

venerdì 24 ottobre 2008

Fuochi d'artificio

Blink 182 - Whats My Age Again

....e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perchè le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno "Oooooh!"....
(Sulla strada, Jack Kerouac)

giovedì 23 ottobre 2008

Marlene Kuntz - Uno


E' finita
E' finita
La nostra favola, è finita.
Semplice e tragico
è finita tutto qua.

Eri tu il mio amore la mia dolce metà
la nostra vita insieme un'armoniosa unicità.
Se penso a quelle cose che morranno perchè
non potremmo più condividerle
muoio anch'io.

C'è qualche cosa di sbagliato nell'amore
C'è che quando finisce porta un grande dolore.
Perchè quando un'amicizia muore non c'è
questo spasimo che sa di tremenda condanna?

Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a baciare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a sfiorare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a brandire la tua faccia.

Questo è il mio tormento la mia fatalità
il motivo della fine della favola!

C'è qualche cosa di sbagliato nell'amore
C'è che quando finisce porta un grande dolore.
Perchè quando un'amicizia muore non c'è
questo spasimo che sa di tremenda condanna?

Non ho mai cessato di amarti
Non ho mai cessato di amarti
Ma non riesco più a baciarti, a baciarti.

Capisci che l’amore è finito quando hai detto che saresti arrivato per le sette e arrivi alle nove, e lui o lei non hanno ancora chiamato la polizia … allora l’amore è finito!
(Marlene Dietrich)

mercoledì 22 ottobre 2008

Lettera d'amore

Tratto dal film "Seta", trasposizione cinematografica del romanzo di Baricco.

La vicenda è quella di Hervé Joncour, un commerciante francese di bachi da seta, che si trova ad effettuare regolarmente un lungo viaggio verso il paese del Sol Levante per acquistare i bachi che producono la seta più pregiata, a causa di virulenti batteri che colpiscono le coltivazioni francesi. Convinto a fatica da un amico, una volta giunto in Giappone Hervé sarà irresistibilmente attratto dalla giovanissima geisha di un nobile del luogo. L'amore tra Hervé, felicemente sposato, e la donna, di origini orientali, si profila da subito tormentato e maledetto.


L'amore non ha altro desiderio che quello di realizzarsi, ma se amate ed è inevitabile che abbiate dei desideri, fate in modo che essi siano questi: svegliarsi all'alba con le ali al cuore e ringraziare per un altro giorno d'amore.
(Kahlil Gibran)
blipper
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