domenica 30 dicembre 2012

Video parodia su Instagram

Sentirsi fotografi al tempo di internet? Basta Instagram... o no?


La luce è la lingua della fotografia, l'anima del mondo. Non c'è luce senz'ombra, come non c'è gioia senza dolore,
(Isabel Allende,)

Audrey Hepburn è stata qui

Il Post.it ci propone un giochino divertente, Christopher Moloney sovrappone fotogrammi di film famosi ai luoghi dove sono stati girati: un quiz per gli appassionati di cinema.

"la 25a ora"
Qui invece il sito del progetto in continuo aggiornamento.
Il cinema è un occhio aperto sul mondo.
(Joseph Bédier)

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale

Natale. Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all'ingordigia, all'ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù.
(Ambrose Bierce)

venerdì 21 dicembre 2012

5 minuti del tuo tempo per un mondo migliore: Questionario sulla Giustizia minorile

Cari lettori di Gran Burrone vi chiedo un favore: quello di dedicare 5 minuti a rispondere ad alcune domande sul tema della giustizia minorile.
Il questionario è anonimo e confidenziale. Non vi sono risposte giuste o sbagliate.
Trovate il questionario a questo indirizzo.


© http://digilander.libero.it/serviziominorinapoli/


Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.
(Luigi Enaudi)

mercoledì 19 dicembre 2012

Rivolta su web: Instagram si vende le foto degli utenti

Una bomba a ciel sereno, da gennaio i miliardi di foto pubblicate su Istagram potranno essere vendute liberamente senza il consenso dell'autore. Una notizia che ha fatto cadere molti dalle nuvole, ma che poi se andiamo a vedere non era poi così inaspettata, vista la nuova proprietà del social network fotografico: Facebook, società che da anni non è molto chiara con i diritti d'autore dei post sul proprio social network. Comunque nel dettaglio la notizia raccontata su "La Stampa©":

Facebook & Instagram


A partire dal prossimo 16 gennaio, gli scatti pubblicati sul «social» potranno essere usate per scopi pubblicitari: e scatta la grande fuga

Sono lontani i tempi in cui Instagram era un luogo spensierato, in cui milioni di utenti condividevano le proprio foto scambiandosi centinaia di “like”. Dal prossimo 16 gennaio, i fruitori dell’App di Kevin Systrom dovranno fare i conti con le nuove regole relative alla privacy e i termini d’uso. Come si legge sul blog ufficiale di Instagram, le nuove norme autorizzano Facebook, a soli otto mesi dall’acquisizione del social fotografico da parte del colosso di Mark Zuckerberg, a vendere «a una società o un’altra entità pagante le informazioni relative all’utente e alle azioni che compie e le sue fotografie» senza che il proprietario riceva alcun compenso economico.

L’aspetto più interessante, però, è quello in cui Instagram dichiara, alla voce «diritti» nei nuovi Terms of Use, di poter utilizzare le foto caricate dagli utenti per scopi pubblicitari. «Per aiutarci a diffondere contenuti sponsorizzati o a pagamento o promozioni – si legge sul blog - accetti che un’azienda possa pagarci per mostrare il tuo username, i tuoi like, le tue foto e ogni tua altra azione collegata a contenuti sponsorizzati o a pagamento, senza nessun compenso».
Una vera e propria rivoluzione, quindi, se si pensa che fino a pochi mesi fa Instagram prometteva ai suoi iscritti, preoccupati della nuova partnership con Facebook, di rimanere nel tempo «la stessa applicazione che oggi conoscete e amate».

venerdì 14 dicembre 2012

Fireworks

I fuochi d'artificio sono sostanze chimiche in grado di dar luogo a reazioni di esplosione; essi vengono lanciati da terra in aria e sono accompagnati da fenomeni luminosi e sonori e, in genere, da produzione di fumo. 

Normalmente i fuochi artificiali producono quattro "effetti primari":

  • luce
  • rumore
  • fumo
  • materiale solido in combustione che cade lentamente (es.: striscioline, coriandoli, etc.).

fireworks
Fireworks
Non mi sono piaciuti i fuochi artificiali, la loro imitazione del vulcano in fiamme. Mi incuriosiva la meraviglia che suscitavano, l’antica ammirazione per il fuoco. Perché a me non veniva? L’ho capito in montagna, quando ho visto tra le rocce e il bosco la mia prima cascata. Mi abbagliava, mi avvicinai al suo chiasso, mi svestii e mi feci inzuppare dal pulviscolo di acqua sbriciolata. Dentro ci passava lo spettro di un piccolo arcobaleno. Ho saputo lì che la cascata è meraviglia opposta al fuoco d’artificio. Amo la neve, la grandine e il salto a precipizio di una cascata. Ammiro la valanga, l’aria spostata a schiaffo, il crollo di un versante che si stacca col carico di neve. Amo l’acqua che si tuffa in discesa e non il fuoco che si scaraventa in alto e vuol salire, impennarsi e sfarinarsi in cenere.
(Erri De Luca)

mercoledì 12 dicembre 2012

Kenneth Garrett, l'Indiana Jones della fotografia

Kenneth Garrett nasce il 23 settembre del 1953 in Columbia Missuri. Il 1976 è un anno da ricordare per il giovane Ken, infatti si  laurea  in antropologia presso l'Università della Virginia e pubblica il suo primo articolo  per il National Geographics, raccontando una storia sui grandi velieri intitolato "Square-rigger: Voyage Da Baltico al Bicentenario".

© Kenneth Garrett
© Kenneth Garrett
Coniugando le sue due passioni: fotografia e antropologia, ha realizzato decine di articoli sul tema, fra i quali:  "The Iceman", "Morte sul Nilo: Saqqara" e " Il nuovo volto di Tutankhamon: la sua vita e la morte".

Torri del Balio

Le torri del Balio di Erice un tempo erano collegate al castello di Venere tramite un ponte levatoio e costituivano fin dal medioevo, quando sono state edificate un avamposto della fortezza militare. Erano la sede del Bajulo, per l'appunto, un'autorità che sul posto rappresentava l'autorità del sovrano, svolgendo le funzioni di giudice civile e di esattore delle imposte.

Nel XVII secolo una delle tre torri del Balio di Erice di forma pentagonale fu abbattuta per ordine di un funzionario regio, temendo che dall'alto di questa costruzione fosse possibile violare l'interno della piazza con armi da fuoco. E' possibile accedere alle torri del Balio di Erice attraverso una scalinata d'accesso, dalla quale si giunge ad un portale con un arco sul quale si trova una lapide che riporta lo stemma della dinastia degli Asburgo di Spagna.

Quando il castello come fortezza cadde in rovina, anche le torri del Balio di Erice seguirono le sue stessi sorti conoscendo il più completo stato di abbandono, finché nel 1872 un ricco mecenate trapanese, il Conte Agostino Sieri Pepoli, concluse con l'amministrazione comunale di Erice, alla quale era passata la proprietà del Castello con le torri del Balio di Erice annesse, un accordo, che prevedeva la concessione al conte di un diritto di enfiteusi, che gli permise a proprie spese di provvedere alla manutenzione del castello e delle torri del Balio.

Torri del Balio - Erice
Le torri del Balio viste con l'occhio di pesce
La fantasia non fa castelli in aria, ma trasforma le baracche in castelli in aria.
(Karl Kraus)

martedì 11 dicembre 2012

Mettiamoci le tette!

Sono più di 300, tra mamme e figlie, le donne che hanno risposto all’iniziativa“Mettiamoci le tette” e che si sono fatte fotografare il seno nudo per salvare l’ospedale valdese di Torino. Cittadini, medici e pazienti da settimane “presidiano” via Silvio Pellico dove si trovano i cancelli della struttura ospedaliera. Il centro d’eccellenza di oncologia senologica, da diversi mesi, si trova al centro di una bufera amministrativa.

Tagli al personale e riorganizzazione medica dovrebbero determinarne la chiusura entro il 1 gennaio. Chi è stato ed è tuttora in cura in uno dei reparti del Valdese grida il suo secco: “No”.

mettiamoci le tette
L'iniziativa "Mettiamoci le Tette"
L’iniziativa “Mettiamoci le tette” vuole infatti contrastare la spending review che mette a rischio il nosocomio. Le foto sono state scattate tutelando la riservatezza delle donne, molte delle quali operate di cancro alla mammella. Il 1 dicembre le immagini dei seni sono state proiettate sull’edificio dell’ospedale dove ogni anno vengono effettuate 600 operazioni di tumori al seno.
blipper
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