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martedì 15 maggio 2012

Gattuso rompigli il ....

Video realizzato in occasione della semifinale di Champions: Milan - Manchester united 3-0. Lo stadio esulta all'ennesimo pallone rubato da Ivan Gennaro Gattuso a Cristiano Ronaldo.
Come mando giù una sconfitta? Da solo, in cucina, mi preparo un panino e lo prendo a morsi come se fosse l'avversario che mi ha battuto. Mi pare giusto fare così. Perché devi infelicitare anche gli altri? Prima di adottare il metodo del panino-da-solo-in-cucina, ho fatto le peggiori litigate con mia moglie.
(Ivan Gennaro Gattuso)

domenica 13 maggio 2012

Grazie Campioni

Grazie Rino Gattuso per 13 stagioni di pura grinta!
Grazie Sandro Nesta per 10 stagioni di pura classe!
Grazie Pippo Inzaghi per 10 stagioni di pura adrenalina!
Grazie Clarence Seedorf per 10 stagioni di giocate sopraffine!
Grazie Gianluca Zambrotta per 4 stagioni di corse senza mai una parola fuori posto!
Grazie Mark Van Bommel per 1 stagione e mezza di direzioni di orchestra, ma sopratutto grazie per le tue lacrime valgono più di 10 scudetti.

La storia calcistica è sempre stata composta da cicli. Talvolta ad un ciclo buono ne succede uno migliore.
(Cesare Maldini)

mercoledì 15 ottobre 2008

Gattuso Docet "Come rilassarsi"

Domani c'è la partita. O l'esame all'università, il colloquio di lavoro, la proposta di matrimonio, qualunque cosa vi dia ansia. Ne avete un bel po', di ansia. Ecco tre trucchi per evitare di rovinarvi tutte le quarantott'ore prima della «partita» e per ritrovarvi al calcio d'initio con la testa sgombra e pronti a una grande performance.

1 La sera prima: la zuppa giapponese

Nessuno ama il pesce quanto me. Ma è inutile girarci attorno: quando avevo zero anni mi hanno messo in mano una forchetta. Le bacchette proprio non mi vengono naturali. "Scommetto neanche a voi, almeno non come una forchetta. Anche se dal giapponese ci mangiate tutti i giorni, per tenerle in mano in modo corretto ed evitare di sparpagliare un disastro di riso e tonno crudo dappertutto dovete un po' impegnarvi. Quindi la sera prima andate dal giapponese e ordinate quella zuppa pazzesca. Quella che contiene, oltre al brodo (che, vi ricordo, è un alimento rilassante): gli spaghetti mutanti, bianchi, giganteschi e scivolosissimi; i cubetti di tofu minuscoli che si incastrano dappertutto; quella verdura tipo spinaci, verde e intricatissima; brandelli di
uovo semicrudo inafferrabile. Mangiate quella, con gli stecchini. Anche se siete bravi, dovrebbe tenervi impegnati per un po'. Concentrazione. Coordinazione occhio-mano. Giusto quello che serve per distrarre la testa dalla tensione e nello stesso tempo fare un po' di allenamento «soft».

2 Il giorno stesso: le canzoni dei cartoni animati

Tanto chiunque ne sa a memoria almeno una dozzina, almeno dei pezzi, delle canzoni dei cartoni animati. Che siano le musiche di quelli di Disney o le sigle di quelli che passavano al pomeriggio a «Bim Bum Bam». E ci sono in vendita dei ed di compilation, per cui le trovate facilmente anche senza piratare, scaricare eccetera. Mettete su il ed, a volume alto così vi occupa per bene le orecchie e la testa (senza esagerare, non è colpa dei vicini se voi avete l'ansia). Poi dipende da che tipi siete: io sono uno che non sa stare fermo per cui mentre ascolto ho bisogno di fare anche qualcosa di fisico tipo gli eserciti per gli addominali o prepararmi un panino. C'è chi riesce a mettersi in poltrona e guardare il muro di fronte o chiudere gli occhi. Non importa. L'importante è che vi lasciate trasportare, che canticchiate i ritornelli,che torniate con la testa a quel momento della vostra vita in cui era tutto più piccolo, e più facile. E in quel mondo in cui è inutile avere addosso tanta ansia perché poi alla fine la principessa sposa il principe, il ragazzino ritrova la sua mamma, la squadra dei buoni vince su quella dei cattivi. Voi, naturalmente, siete i buoni, e vincerete la vostra partita.

3 Poco prima: «Il dottor Živago»

Messo mi direte: ma piantala! E lo so che rischio di passare per un intellettuale, ma il terzo trucco per rilassarsi è prendersi un po' di tempo, un'oretta prima del «calcio d'inizio» e leggere ad alta voce i primi sei capitoli del «Dottor Živago». (Non so dirvi se nel libro oltre a quei sei ce ne siano altri che hanno lo stesso effetto, probabilmente sì ma dovrete scoprirlo da soli, io non sono mai andato più in là.) lo «Il dottor Živago» ce l'ho nell'edizione economica che, non chiedetemi perché, mi ha mandato un fan, ma ce l'avete di sicuro in casa anche voi. Allora, aprite il libro e cominciate a leggere, con un ritmo sempre uguale: «Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto». Avanti così. Vi assicuro, è meglio dell'ipnosi. Perché la storia va avanti per conto suo, in ogni pagina compaiono mille personaggi diversi (e a proposito, dopo qualche volta che lo leggete vedrete che non vi inciamperete neanche più a dire i nomi") e tutti parlano di argomenti pazzeschi tipo la libertà e la filosofia. Non si capisce niente. Per cui non siete per nulla distratti dalla trama e potete andare avanti a cantilenare queste frasi bellissime, lunghe che non finiscono più, con un ritmo fantastico, e la mente si rilassa, si rilassa... Il capitolo 6 finisce: «Non ne conservava alcun ricordo», Ecco, arrivati lì anche voi non vi ricordate più cos'era che vi dava tanta ansia. Cercate almeno di ricordarvi di andare all'appuntamento, o all'esame... Ma sempre in questo piacevole stato di distacco procurato dal «Dottor Živago». Altro che droga.
In bocca al lupo!

Io sono più milanista di Galliani.
Gennaro Gattuso

martedì 23 settembre 2008

Come conquistare una donna secondo Gattuso

Ho appena finito di leggere la biografia di Ivan Gennaro Gattuso, godibile come tutte le biografie dei calciatori/allenatori che ho letto, ma con delle chicche incredibili: come ad esempio le tecniche di conquista secondo ringhio:

Fase I - Il primo incontro: la finta
L'hai vista in una stanza affollata, a una festa, in un bar, in un parco, i vostri occhi si sono incontrati e hai deciso che quella è la donna che sposerai? Bene: la cosa più importante è non farglielo capire. Farla con la sua amica, i suoi genitori, il cane, la portinaia, il barista, i pesci dell'acquario, ma a lei rivolgi solo qualche frase cortese. Dribbla i tranelli dell'emozione, muovi la bocca in una direzione diversa da quella in cui va il cuore. Sii disinvolto e simpatico, ma impaniale. Poi, prima che l'incontro finisca, all'improvviso guardala dritto negli occhi e per cinque minuti fai come se al mondo esistesse solo lei. Rivolgile complimenti che parlino di lei e di te, tipo: «Hai gli occhi dell'esatto colore del mare di Schiavonea a cento metri dalla riva». E dopo averla così incuriosita vattene, non senza esserti accaparrato il suo numero di telefono.

Fase II - Il primo appuntamento: rimessa laterale
Sei a bordo campo e osservi la situazione: questa è la partita più importante della tua vita e per rimettere in gioco la palla devi valutare attentamente tutti gli elementi in gioco. Il primo appuntamento è un tiro mirato, sicuro, dritto alla meta, che tiene conto del giorno della settimana, del clima, del luogo, della disposizione degli altri giocatori - amici che possono aiutarti e avversari che vogliono esattamente quello che vuoi tu. Una volta fatti i tuoi conti, non starci a pensare e tira. Proponile il primo appuntamento. Non telefonare con un invito come «ti va di vederci da qualche parte e fare qualcosa?», sarebbe come dare una spintarella alla palla verso un punto a caso del campo e aspettare che qualcuno se la venga a prendere. Decidi un giorno, un'ora, un programma della serata o del pomeriggio. E poi segui il gioco con naturalezza, deciso ma disinvolto, aprirle la portiera, guardarla negli occhi, ascoltarla con interesse quando parla sono tutte buone tattiche. A fine serata non cercare di tirare in porta: la mattina dopo non ti rispetterebbe.

Fase III: Il corteggiamento: pressing
Per carità, se le hai detto «ti chiamo», chiamala. Non subissarla di telefonate e non stare a elaborare tattiche cervellotiche, chiamala quando ne hai voglia, quando ti sembra il momento. Sfrutta le aperture, le ricorrenze, i giorni di vacanza per creare occasioni d'incontro, sii un po' fantasista, un po' attaccante. Impegnala e disimpegnala in piccoli dribbling di occhi, mani, corpi. Sorprendila con un passaggio particolare, un piccolo pensiero o un'attenzione, anche semplicemente andandola a prendere in ufficio in un giorno che piove. Certo, in questo caso, magari non in Vespa...

Fase IV - L'appuntamento decisivo: tiro in porta
Potresti aver bisogno di un assist per preparare il colpo finale. Se tua cugina è la sua migliore amica, evviva, altrimenti forse puoi indurre un amico comune a cantarle le tue lodi. 0 se non avete amici comuni puoi corrompere la sua barista sotto casa con una buona mancia perché alla prima occasione le dica: «Quanto è bello il suo nuovo fidanzato, signorina!». Ma al momento del tiro in porta sei solo. Devi combinare impulso e strategia, fluidità e precisione. Ricorda che i tiri migliori non sono quasi mai i rigori, quindi sfrutta un'azione spontanea piuttosto che costruire un'occasione apposta. Almeno, fa' che non sembri studiata apposta. Proponile di andare a bere qualcosa. Al secondo cocktail proponile di mettere qualcosa sotto i denti. Dopo cena, dille che non sei convinto del colore delle nuove tende del tuo salotto e chiedile di venire su a darti un'opinione. No, certo che non ci crede, ma deve poter fingere di farlo. Da lì, solo una cosa devi ricordare: è il momento più divertente, emozionante, unico della partita: il gol.

una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi
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