venerdì 31 ottobre 2008

giovedì 30 ottobre 2008

Pearl Jam - Daughter



You guys ready...

Alone...listless...breakfast table in an otherwise empty room
Young girl...violins...center of her own attention
The, mother reads aloud, child, tries to understand it
Tries to make her proud

The shades go down, its in her head
Painted room...cant deny theres something wrong...

Dont call me daughter, not fit to
The picture kept will remind me
Dont call me daughter, not fit to
The picture kept will remind me
Dont call me...

She holds the hand that holds her down
She will...rise above...ooh...oh...

Dont call me daughter, not fit to } the picture kept will remind me } (2x) dont call me
Daughter, not fit to be } the picture kept will remind me } dont call me...

The shades go down (2x) the shades go, go, go...

Stringerò la candela Finché non mi brucerà il braccio.
(Pearl Jam - Indifference)

martedì 28 ottobre 2008

Epilogo

Una delle fini più criptiche mai lette in un libro:

È impossibile dire quanto c'è voluto per arrivare fin qui. Il tempo non esiste più. Siamo accampati da giorni in un posto che sembra il limite della coscienza, chiedendoci cosa faremo ora.
È come essere sul ciglio di una scogliera, ma è il ciglio più sottile che abbia mai visto.
Non sembra nemmeno il bordo di qualcosa, piuttosto la parte centrale.
Ma in qualche modo un ciglio c'è. Puoi awicinartici, e hai l'impressione di poterti affacciare, ma qualcosa te lo impedisce. C'è una specie di recinzione elettrificata: una linea oscillante che crepita circondando tutto il luogo come una corrente elettrica.
Abbiamo fatto l'amore qui, al limite della consapevolezza; lo abbiamo fatto migliaia di volte. Ci siamo detti tutte le cose che sappiamo.
A volte sembra di essere davvero in cima a una scogliera, con il mare laggiù in basso, sabbia sotto di noi e ciuffi di piccoli fiori di campo. Altre volte, invece, è come se fossimo bloccati sulla testa di uno spillo, e il vuoto non è solo sotto di noi, ma tutt'intorno, e non è possibile tornare indietro, perché dietro non c'è nulla.
Non c'è nulla davanti, dietro, sopra, sotto.
Oggi abbiamo deciso (anche se questo posto è un solo lungo giorno) di compiere la scelta, perché il problema arrivando al limite estremo è che la consolle sembra guastarsi, e ci sono scariche statiche e crepitìi quando la voce dice: Ora tu hai una scelta infinita.
E ogni volta noi esitiamo, perché è una scelta che non possiamo fare.

È come se guardassimo qualcosa che nessuno ha mai guardato prima.
Ora tu hai una scelta infinita. Siamo già stati ovunque nella Troposfera: era necessario per arrivare qui. Così, ci guardiamo negli occhi e, mano nella mano, ci dirigiamo verso il ciglio.
E oggi, ieri o qualunque sia questo momento, lo superiamo.

Pensavo che saremmo precipitati (e speravo nel vuoto).

Ora tu hai una scelta infinita.
Continuiamo a camminare.
Non abbiamo bisogno di dire nulla.
Ho davanti tutte le possibilità, ogni singola scelta. Ma ora siamo in un giardino, il più perfetto e pieno di alberi che abbia mai visto, lambito da un fiume luccicante come uno specchio.
Credo che questo abbia un senso, perché la coscienza deve essere cominciata in un giardino, perché dopotutto si è sviluppata dalle piante. Guardo Adam, ma non posso più parlare.
Forse non posso nemmeno pensare.
C'è un albero vicino al fiume, e noi ci dirigiamo verso di esso.

E allora capisco.

La vita è un'avventura con un'inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal caso
(Roberto Gervaso)

lunedì 27 ottobre 2008

Shadow of the Day



I close both locks below the window
I close both blinds and turn away
Sometimes solutions aren't so simple
Sometimes goodbye's the only way

Chiudo entrambe le serrature sotto la finestra
chiudo entrambe le tende avvolgibili e mi volto
a volte le soluzioni non sono così semplici
a volte dirsi addio è l'unica soluzione

And the sun will set for you
The sun will set for you
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you

e il sole tramonterà per te
il sole tramonterà per te
e l'ombra del giorno
abbraccerà il mondo grigio
e il sole tramonterà per te

In cards and flowers on your window
Your friends all plead for you to stay
Sometimes beginnings aren't so simple
Sometimes goodbye's the only way

carte rosa e fiori sulla tua finestra
tutti i tuoi amici ti hanno supplicato di restare
a volte gli inizi non sono così semplici
a volte dirsi addio è l'unica soluzione

And the sun will set for you
The sun will set for you
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you

e il sole tramonterà per te
il sole tramonterà per te
e l'ombra del giorno
abbraccerà il mondo grigio
e il sole tramonterà per te

And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you
And the shadow of the day
Will embrace the world in grey
And the sun will set for you
e il sole tramonterà per te
il sole tramonterà per te
e l'ombra del giorno
abbraccerà il mondo grigio
e il sole tramonterà per te

Dove c'è molta luce, l'ombra è più nera.
(Goethe)

domenica 26 ottobre 2008

Il viaggio della Paura

Un altro brano di "Che fine ha fatto Mr Y?"

Non mi piace questo paesaggio. Non mi piace affatto. La sciropposa sensazione che provo nella Troposfera è scomparsa, e adesso mi sento non soltanto infreddolita e stanca, ma del tutto svuotata, come se fossi soltanto pelle. Il treno accelera ancora, e io non posso fare a meno di guardare fuori del finestrino. È come quando usi Internet per scoprire se i tuoi sintomi corrispondono a qualche malattia terminale: sai che e così, sai che non dovresti guardare, ma lo fai. Vedo solo un grande campo. Ma non è un terreno verde che fa sperare in un raccolto: è soltanto fango. E sul fango, ci sono delle case che bruciano. Avverto qualcosa di simile all'impressione che ho guardando il notiziario TV, quel senso iperreale che le immagini in due dimensioni sullo schermo non siano vere, ma c'è una differenza. Quelli là fuori non sono vecchi edifici in fiamme mostrati dal telegiornale, ma tutte le case in cui ho vissuto. Dentro ci sono io, e non posso uscire; ci sono i miei genitori, e non possono uscire. So che mia sorella è già morta. Ma non basta. E' paura senza speranza: questa sono io mentre dormo nella mia fredda camera da letto nel Kent, indossando il pesante pigiama compratomi da mia madre quando trascorrevamo ancora il Natale insieme. Nell'immagine, in realtà non sto dormendo: il fumo dell'incendio mi ha già fatto perdere i sensi e ora, mentre guardo, la gamba del pigiama prende fuoco, e la pelle intorno alla caviglia comincia a sciogliersi. Non mi sveglierò più. Brucerò completamente e non saprò mai cosa è successo.
Dopo gli incendi arriva un'inondazione, acqua che sale sempre più su intorno alle stesse case - le mie case - fino a sommergerle completamente, e vedo morire la gente che si è rifugiata sui tetti e negli attici. Tutta la mia famiglia, tutte le persone che ho conosciuto. Da una parte, so che non m'importa troppo dei miei familiari (quando li ho visti l'ultima volta?), dall'altra, ora io sono lì con loro, in attesa di un aiuto che non arriva, accettando il momento in cui l'acqua diventa troppo alta e noi ci finiamo dentro. Non vi è nulla, oltre l'acqua; è nera e fredda, e puzza di morte. Io sono la prima a lasciarmi andare, a smettere di trattenere il respiro, a inghiottire il liquido scuro. Ecco, è finita. Tenebra. Il mio inutile corpo affonda là dove prima c'era la strada. E su questo treno della paura sto sudando, mentre il mio cuore batte così rapidamente che è come un unico, lungo battito, o forse nessun battito. L'aspetto peggiore di queste immagini è che non vi è altro. Non perché io non possa vedere al di là delle case e del fango, ma perché so con la più assoluta certezza che non c'è nulla là fuori, a parte ciò che vedo. Non c'è alcuna Ariel, qui, nessun treno. Morirò in quelle case, e non vi è un altro posto dove rifugiarmi. Non provo la sensazione che tutto ciò stia succedendo "dietro l'angolo" o alla TV, o che stia capitando a qualcun altro. Dev'essere così che ti senti quando apri la porta a un uomo con un occhio solo che brandisce una scure; quando non riesci a respingerlo (come potresti?) e ti ritrovi legato, e capisci che stai per morire. Quello che vedi non accade a un personaggio di fantasia; la tua esperienza è reale: sono io, è la mia fine. O peggio: sei come un personaggio di fantasia, ma non uno dei protagonisti. Sei solo una delle vittime lungo la strada.
Il treno continua ad avanzare sferragliando. I vicoli che normalmente non percorrerei mai dopo il crepuscolo sono tutti là, ora: un mondo di vie senza sbocco con stupratori che sorvegliano gli stretti e oscuri passaggi come i fantasmini di Pac Man. Vengo pugnalata mille volte da gente che non conosce il mio nome, che non sa quali libri preferisco leggere o che mi piacerebbe avere un gatto, se la mia vita fosse meno incasinata. Vedo me stessa morire dissanguata come un animale in un macello, mentre parti del mio corpo sono sparse all'intorno, recise e scartate. Prego perché mi sia concesso di perdere i sensi, ma invano. Oh, Gesù. Non posso più sopportare tutto questo. È come se stessi subendo un'operazione e i chirurghi non sapessero che sono sveglia. Sono coinvolta in un tamponamento a catena sull'autostrada. Vedo Adam morire in un milione di modi diversi. Poi sono io a ucciderlo in tutte le maniere possibili, e a uccidere anche tutti gli altri. Sono in prigione e non ne uscirò mai. Non ho alcuna scelta.

Non c'è speranza senza paura né paura senza speranza.
(Benedetto Spinoza)

sabato 25 ottobre 2008

Il mistero della vita

Le cose che l'uomo conosce possiedono sfumature che sfuggono alla sua comprensione. Abbiamo, ad esempio, un frammento di metallo, un pezzo di legno, una goccia d'acqua, l'atmosfera, un gas, il calore, l'elettricità, l'etere luminifero. Ora, noi chiamiamo tutte queste cose materia, comprendendole in un'unica definizione generale; ciò nonostante, non possono esservi due concetti più fondamentalmente diversi di quelli con cui consideriamo un metallo o l'etere luminifero. Quando ci occupiamo del secondo, proviamo un impulso quasi insopprimibile a inserirlo nella stessa categoria dello spirito o del nulla. L'unica considerazione che ci impedisce di farlo è la nostra idea della sua struttura atomica; e anche così, dobbiamo chiedere aiuto alla nostra nozione di atomo come qualcosa caratterizzato da grandezza, solidità, palpabilità e peso infinitesimi. Se eliminiamo l'idea della struttura atomica, non riusciremo più a considerare l'etere come un'entità o, almeno, come materia. Per usare un termine più adatto, potremmo definirlo spirito. Facciamo ora un passo oltre l'etere luminifero, immaginando qualcosa di gran lunga più rarefatto, così come l'etere lo è del metallo, e arriviamo subito (a dispetto di tutti i dogmi scolastici) a una massa straordinaria, una materia non scomponibile in particelle. Infatti, anche se possiamo ammettere l'infinita piccolezza degli atomi, l'infinita esiguità degli spazi che li separano è un paradosso.

Edgar Allan Poe, La rivelazione mesmerica


…perchè il tragico mistero buffo della vita, era poi in fondo solo quello: continuare a inseguire qualcuno che non ci ama, inseguiti da qualcuno che non amiamo...
(Giorgio Faletti)

venerdì 24 ottobre 2008

Fuochi d'artificio

Blink 182 - Whats My Age Again

....e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perchè le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno "Oooooh!"....
(Sulla strada, Jack Kerouac)

giovedì 23 ottobre 2008

Marlene Kuntz - Uno


E' finita
E' finita
La nostra favola, è finita.
Semplice e tragico
è finita tutto qua.

Eri tu il mio amore la mia dolce metà
la nostra vita insieme un'armoniosa unicità.
Se penso a quelle cose che morranno perchè
non potremmo più condividerle
muoio anch'io.

C'è qualche cosa di sbagliato nell'amore
C'è che quando finisce porta un grande dolore.
Perchè quando un'amicizia muore non c'è
questo spasimo che sa di tremenda condanna?

Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a baciare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a sfiorare la tua faccia
Non ho mai cessato di amarti ma
non riesco più a brandire la tua faccia.

Questo è il mio tormento la mia fatalità
il motivo della fine della favola!

C'è qualche cosa di sbagliato nell'amore
C'è che quando finisce porta un grande dolore.
Perchè quando un'amicizia muore non c'è
questo spasimo che sa di tremenda condanna?

Non ho mai cessato di amarti
Non ho mai cessato di amarti
Ma non riesco più a baciarti, a baciarti.

Capisci che l’amore è finito quando hai detto che saresti arrivato per le sette e arrivi alle nove, e lui o lei non hanno ancora chiamato la polizia … allora l’amore è finito!
(Marlene Dietrich)

mercoledì 22 ottobre 2008

Lettera d'amore

Tratto dal film "Seta", trasposizione cinematografica del romanzo di Baricco.

La vicenda è quella di Hervé Joncour, un commerciante francese di bachi da seta, che si trova ad effettuare regolarmente un lungo viaggio verso il paese del Sol Levante per acquistare i bachi che producono la seta più pregiata, a causa di virulenti batteri che colpiscono le coltivazioni francesi. Convinto a fatica da un amico, una volta giunto in Giappone Hervé sarà irresistibilmente attratto dalla giovanissima geisha di un nobile del luogo. L'amore tra Hervé, felicemente sposato, e la donna, di origini orientali, si profila da subito tormentato e maledetto.


L'amore non ha altro desiderio che quello di realizzarsi, ma se amate ed è inevitabile che abbiate dei desideri, fate in modo che essi siano questi: svegliarsi all'alba con le ali al cuore e ringraziare per un altro giorno d'amore.
(Kahlil Gibran)

martedì 21 ottobre 2008

The Offspring - You're Gonna Go Far, Kid

Show me how to lie
You’re getting better all the time
And turning all against the one
Is an art that’s hard to teach
Another clever word
Sets off an unsuspecting herd
And as you step back into line
A mob jumps to their feet

Now dance, fucker, dance
Man, he never had a chance
And no one even knew
It was really only you

And now you steal away
Take him out today
Nice work you did
You’re gonna go far, kid

With a thousand lies
And a good disguise
Hit ‘em right between the eyes
Hit ‘em right between the eyes
When you walk away
Nothing more to say
See the lightning in your eyes
See ‘em running for their lives

Slowly out of line
And drifting closer in your sights
So play it out I’m wide awake
It’s a scene about me
There’s something in your way
And now someone is gonna pay
And if you can’t get what you want
Well it’s all because of me

Now dance, fucker, dance
Man, I never had a chance
And no one even knew
It was really only you

And now you’ll lead the way
Show the light of day
Nice work you did
You’re gonna go far, kid
Trust, deceived!

With a thousand lies
And a good disguise
Hit ‘em right between the eyes
Hit ‘em right between the eyes
When you walk away
Nothing more to say
See the lightning in your eyes
See ‘em running for their lives

Now dance, fucker, dance
He never had a chance
And no one even knew
It was really only you

So dance, fucker, dance
I never had a chance
It was really only you

With a thousand lies
And a good disguise
Hit ‘em right between the eyes
Hit ‘em right between the eyes
When you walk away
Nothing more to say
See the lightning in your eyes
See ‘em running for their lives

Clever alibis
Lord of the flies
Hit ‘em right between the eyes
Hit ‘em right between the eyes
When you walk away
Nothing more to say
See the lightning in your eyes
See ‘em running for their lives

Vorrei che non si dicesse che i Clash sono stati solo un gruppo punk. Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. I Clash sono stati un gruppo di fusione, non una band di genere. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei singoli elementi. Soprattutto in qualcosa di più del semplice punk di tre accordi.
(Joe Strummer)

Idio Magazine

lunedì 20 ottobre 2008

Non ho paura della morte

Tratto da Che fine ha fatto Mr Y?:

In giorni come questo, non ho paura della morte o del dolore. Sarà la stanchezza, il libro o magari la maledizione, ma oggi, mentre attraverso questo complesso, avverto dentro di me qualcosa che somiglia a una sorta di fissione nucleare di ogni atomo che compone il mio corpo, una reazione a catena di energia che potrebbe portarmi ai limiti di tutto. Mi sembra quasi di desiderare qualche specie di violenza - vivere, morire - solo per sperimentarla. Mi sento talmente su di giri che vorrei mandare il mondo a farsi fottere, o essere fottuta dal mondo. Sì, voglio essere penetrata dalle schegge di un milione di esplosioni. Voglio vedere il mio sangue. Voglio morire insieme al resto dell'umanità, l'ultima esperienza che mi unisca ai miei simili, il lampo alla fine di tutto. Io divento te, tu diventi me, noi diventiamo la stessa cosa per sempre. Il collasso di una funzione d'onda di violenza. In giorni come questo penso a cosa significa essere maledetti, e tutto quello che mi viene in mente è ora, subito, adesso.


E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
(Gesualdo Bufalino)

domenica 19 ottobre 2008

Paolino Di Canio

Il mio amore per il genio di Paolo Di Canio è iniziato con un gol che segnò col Napoli contro il Milan... lo so avrei dovuto essere incazzato avevamo perso 1-0 ma ero in estasi per quel capolavoro.
L'anno dopo poi Paolino arrivò al Milan dove giocò due anni, entrando nei cuori della curva sud... Ancora mi ricordo i cori che nel primo tempo si levavano per chiederne l'ingresso in campo... Veramente grande talento... e a Siro ne ho visti tanti e lui sicuramente tecnicamente è fra i primi 10 giocatori degli ultimi 20 anni rossoneri... Peccato per la testa...ma quella è un'altra storia..

Io ho la terza media, ma qualcosa del mondo so e, soprattutto, so come si vive
(Paolo Di Canio,ex numero 7 del Milan)

sabato 18 ottobre 2008

Che fine ha fatto Mr Y?

Ho iniziato a leggere un libro troppo strano, uno di quei libri che quando inzii non vorresti finissero più: Che fine ha fatto Mr Y?
Per farla breve è la storia di una ragazza che legge un libro raro e secondo le dicerie maledetto e impara a viaggiare nelle menti delle persone....

In Sintesi:

Strani eventi accadono intorno ad Ariel Manto, studentessa della British University. Prima scompare il suo professore, poi l'università crolla davanti ai suoi occhi, infine in un negozio di libri usati si imbatte in una copia di un libro rarissimo e maledetto, "Che fine ha fatto Mr Y.". Scritto da Thomas Lumas, uno scienziato del XIX secolo che compiva esperimenti sui poteri della mente umana, il libro è in grado di trasportare chi lo legge nella "Troposfera", dove è possibile viaggiare nel tempo e nello spazio entrando nelle menti di altri uomini. È una porta dimensionale che schiude un mondo di conoscenze, ma anche molti pericoli da cui Ariel dovrà fuggire... o è soltanto un'affascinante allucinazione? Il romanzo di Scarlett Thomas intreccia la suspense di un thriller con le visioni della fantascienza, realizzando una sorta di cocktail di filosofia, fisica, scienza e letteratura.

La Trama:

“Leggeresti un libro maledetto, se ne avessi uno? Se sentissi parlare di un libro simile e ne trovassi una copia in una libreria, spenderesti fino all’ultimo soldo per averlo?“
Se lo chiede la protagonista del nuovo romanzo di Scarlett Thomas, giovane scrittrice inglese di talento che con questo thriller, ora giunto anche in Italia, ha già saputo conquistarsi in patria la simpatia di pubblico e critica. “Uno dei romanzi più eccitanti che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni” lo ha definito, tra gli altri, Jonathan Coe.
Quali sono gli ingredienti di tale successo? Innanzitutto la giusta dose di suspense, che rende il racconto accattivante e imprevedibile, e inoltre il carattere visionario e surreale della trama, che rovescia i canoni della normalità trasportando i lettori in una dimensione alternativa di particolare fascino. L’autrice utilizza sapientemente un espediente classico della letteratura come il viaggio nel tempo e nello spazio e dà vita a un “non luogo” immaginario, chiamato “Troposfera”, grazie a cui la protagonista del romanzo, Ariel, può intrufolarsi nelle menti di altre persone. Il “passaggio” avviene attraverso le pagine del fantomatico libro Che fine ha fatto Mr Y, scritto nel 1893 da un certo Lumas, esperto di esoterismo e autore di molte storie soprannaturali. Il volume si rivela ben presto uno strumento potentissimo ma anche molto pericoloso. Pare infatti che causi la morte di coloro che lo leggono. Nonostante questa oscura fama Ariel lo compera e subito si immerge nella lettura rimanendone stregata. Viene catapultata in un mondo in cui si mescolano visioni disorientanti e rivelazioni illuminanti che la spingono a ragionare di filosofia, fisica, scienze. Qui intraprende un percorso tra mille pericoli e oscuri personaggi, destreggiandosi tra forze benigne e maligne e mettendo in gioco persino la sua vita. Per salvarsi può contare solo sulle sue capacità di condurre un ragionamento logico e di effettuare le scelte giuste al momento giusto. Nel frattempo, nel mondo “reale”, deve vedersela con la misteriosa sparizione del professor Burlem, che l’ha spinta a intraprendere gli studi su Lumas, e con oscuri individui dell’intelligence che tengono sotto controllo tutte le sue mosse.
Allo stesso tempo thriller, racconto di fantascienza e d’avventura filosofica, (c’è chi lo ha definito un moderno incrocio tra Alice nel paese delle meraviglie e Ritorno al futuro) il romanzo di Scarlett Thomas, combinando intelligenti trovate narrative, personaggi avvincenti e una giusta dose di mistero, ha la capacità di catturare i lettori e tenerli incollati alla storia dalla prima all’ultima pagina. È una lettura piacevole ma anche curiosa e stimolante, che spinge a chiedersi dove arrivino i confini della mente umana e delle sue potenzialità e a porsi interrogativi sul senso del tempo, dello spazio e della vita.

©
ibs


Per ogni libro degno di essere letto c'è una miriade di cartastraccia.
(Arthur Schopenhauer)

venerdì 17 ottobre 2008

Linkin Park - Bleed It Out

Non ho mai scritto una canzone politica. Le canzoni non possono cambiare il mondo, ormai ho smesso di pensarlo.
(Bob Dylan)

giovedì 16 ottobre 2008

mercoledì 15 ottobre 2008

Gattuso Docet "Come rilassarsi"

Domani c'è la partita. O l'esame all'università, il colloquio di lavoro, la proposta di matrimonio, qualunque cosa vi dia ansia. Ne avete un bel po', di ansia. Ecco tre trucchi per evitare di rovinarvi tutte le quarantott'ore prima della «partita» e per ritrovarvi al calcio d'initio con la testa sgombra e pronti a una grande performance.

1 La sera prima: la zuppa giapponese

Nessuno ama il pesce quanto me. Ma è inutile girarci attorno: quando avevo zero anni mi hanno messo in mano una forchetta. Le bacchette proprio non mi vengono naturali. "Scommetto neanche a voi, almeno non come una forchetta. Anche se dal giapponese ci mangiate tutti i giorni, per tenerle in mano in modo corretto ed evitare di sparpagliare un disastro di riso e tonno crudo dappertutto dovete un po' impegnarvi. Quindi la sera prima andate dal giapponese e ordinate quella zuppa pazzesca. Quella che contiene, oltre al brodo (che, vi ricordo, è un alimento rilassante): gli spaghetti mutanti, bianchi, giganteschi e scivolosissimi; i cubetti di tofu minuscoli che si incastrano dappertutto; quella verdura tipo spinaci, verde e intricatissima; brandelli di
uovo semicrudo inafferrabile. Mangiate quella, con gli stecchini. Anche se siete bravi, dovrebbe tenervi impegnati per un po'. Concentrazione. Coordinazione occhio-mano. Giusto quello che serve per distrarre la testa dalla tensione e nello stesso tempo fare un po' di allenamento «soft».

2 Il giorno stesso: le canzoni dei cartoni animati

Tanto chiunque ne sa a memoria almeno una dozzina, almeno dei pezzi, delle canzoni dei cartoni animati. Che siano le musiche di quelli di Disney o le sigle di quelli che passavano al pomeriggio a «Bim Bum Bam». E ci sono in vendita dei ed di compilation, per cui le trovate facilmente anche senza piratare, scaricare eccetera. Mettete su il ed, a volume alto così vi occupa per bene le orecchie e la testa (senza esagerare, non è colpa dei vicini se voi avete l'ansia). Poi dipende da che tipi siete: io sono uno che non sa stare fermo per cui mentre ascolto ho bisogno di fare anche qualcosa di fisico tipo gli eserciti per gli addominali o prepararmi un panino. C'è chi riesce a mettersi in poltrona e guardare il muro di fronte o chiudere gli occhi. Non importa. L'importante è che vi lasciate trasportare, che canticchiate i ritornelli,che torniate con la testa a quel momento della vostra vita in cui era tutto più piccolo, e più facile. E in quel mondo in cui è inutile avere addosso tanta ansia perché poi alla fine la principessa sposa il principe, il ragazzino ritrova la sua mamma, la squadra dei buoni vince su quella dei cattivi. Voi, naturalmente, siete i buoni, e vincerete la vostra partita.

3 Poco prima: «Il dottor Živago»

Messo mi direte: ma piantala! E lo so che rischio di passare per un intellettuale, ma il terzo trucco per rilassarsi è prendersi un po' di tempo, un'oretta prima del «calcio d'inizio» e leggere ad alta voce i primi sei capitoli del «Dottor Živago». (Non so dirvi se nel libro oltre a quei sei ce ne siano altri che hanno lo stesso effetto, probabilmente sì ma dovrete scoprirlo da soli, io non sono mai andato più in là.) lo «Il dottor Živago» ce l'ho nell'edizione economica che, non chiedetemi perché, mi ha mandato un fan, ma ce l'avete di sicuro in casa anche voi. Allora, aprite il libro e cominciate a leggere, con un ritmo sempre uguale: «Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto». Avanti così. Vi assicuro, è meglio dell'ipnosi. Perché la storia va avanti per conto suo, in ogni pagina compaiono mille personaggi diversi (e a proposito, dopo qualche volta che lo leggete vedrete che non vi inciamperete neanche più a dire i nomi") e tutti parlano di argomenti pazzeschi tipo la libertà e la filosofia. Non si capisce niente. Per cui non siete per nulla distratti dalla trama e potete andare avanti a cantilenare queste frasi bellissime, lunghe che non finiscono più, con un ritmo fantastico, e la mente si rilassa, si rilassa... Il capitolo 6 finisce: «Non ne conservava alcun ricordo», Ecco, arrivati lì anche voi non vi ricordate più cos'era che vi dava tanta ansia. Cercate almeno di ricordarvi di andare all'appuntamento, o all'esame... Ma sempre in questo piacevole stato di distacco procurato dal «Dottor Živago». Altro che droga.
In bocca al lupo!

Io sono più milanista di Galliani.
Gennaro Gattuso

martedì 14 ottobre 2008

Ancora fuochi



Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi



Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi



Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi

Da Fuochi d'artificio
Iso 100 - F/8 - Esposizione 2,5 secondi

Con tuoni e celesti fuochi d'artificio si deve parlare a sensi fiacchi e addormentati. Ma la voce della bellezza parla sommessa: essa s'insinua soltanto nelle anime più deste.
(Friedrich Nietzsche)

lunedì 13 ottobre 2008

Fuochi d'artificio


Iso 100 - F/8 - Esposizione 2,5 secondi



Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi




Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi



Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi




Iso 100 - F/8 - Esposizione 10 secondi


Da Fuochi d'artificio
Iso 100 - F/8 - Esposizione 5 secondi

Le altre foto le trovate sul mio album web su picasa.

Bisogna scrivere sotto la pelle. Bisogna che parole d'amore si fondano con i nervi, che frasi luminose ci illuminino l'encefalo come fuochi d'artificio, che storie d'avventura ci infettino il sistema nervoso e lo stomaco. In una università americana hanno insegnato a scrivere a un "macacus resusu", con le sue mani tozze e maldestre ha vergato con fatica su un foglio una sola parola: banana. Io ogni giorno scrivo banana. Io scrivo poco, perché scrivendo tanto sbaglio.
(Niccolò Ammaniti)

domenica 12 ottobre 2008

Sabato sera

La musica non è un’arte ma una categoria dello spirito umano
(Friedrich Nietzsche)

sabato 11 ottobre 2008

Abitudine

Abitudine tra noi
è un soggetto da evitare
tra le frasi di dolore, gioia,
nei desideri,
non ci si è concessa mai.
Dolce e instabile condanna
mi hai portato troppo in là:
vedo solo sbarre, vedo una prigione umida,
vedo poca verità.
COME FARE A DIRTELO CHE NON CI SEI PIù DENTRO
ME E CHE
SIAMO L’ECO DI PAROLE INTRAPPOLATE IN FONDO
AL CUORE.
COME FARE A DIRTELO CHE NON CI SEI PIU’ DENTRO
GLI OCCHI MIEI,
CHE SIAMO SOLAMENTE
INCOMPRENSIONE E LACRIME.
Ci sarebbe da capire
come è stato facile
congelarsi sotto tutti i nostri desideri
e sentirli inutili.
Come fare a dirti
che non c’è più spazio per progetti
e tanto non ne abbiamo mai fatti
e che sarebbe stupido.
Come fare a dirti che ho voglia di morire
come in fondo sto facendo già da un po’.
COME FARE A DIRTELO CHE NON CI SEI PIù DENTRO
ME E CHE
SIAMO L’ECO DI PAROLE INTRAPPOLATE IN FONDO
AL CUORE.
COME FARE A DIRTELO CHE NON CI SEI PIU’ DENTRO
GLI OCCHI MIEI,
CHE SIAMO SOLAMENTE
INCOMPRENSIONE E LACRIME.
COME FARE A DIRTELO...

Un'abitudine, se non contrastata, presto diventa una necessità.
(Sant'Agostino)

giovedì 9 ottobre 2008

Monte Generoso

La canzone è Californication dei Red hot Chilli Peppers

Ogni strada seguita precisamente fino alla sua fine non porta proprio in nessun luogo. Scala una montagna solo un poco, per verificare che sia una montagna. Dalla cima di una montagna non puoi vedere che si tratta di una montagna.
(Frank Herbert)

mercoledì 8 ottobre 2008

Stefano non mollare

Stefano Borgonovo

Ha esordito in Serie A pochi giorni prima del suo diciottesimo compleanno, il 14 marzo 1982 con la maglia del Como contro l'Ascoli. Nelle due stagioni seguenti ha giocato sempre con i lariani fra i cadetti, senza riuscire a mettersi mai in luce per passare nel 1984 alla Sambenedettese con cui disputa un ottimo campionato segnando 13 reti. Torna l'anno seguente al Como, in Serie A, disputando un'altra ottima stagione con 10 reti, a cui seguono altre due annate tra gli azzurri. Alla Fiorentina con Roberto Baggio Nel 1988 viene acquistato dal Milan e subito girato in prestito alla Fiorentina. In maglia viola Borgonovo esplode formando con Roberto Baggio una coppia eccezionale di attaccanti, soprannominata "B2". I due giocatori realizzano 29 dei 44 gol totali messi a segno in campionato dalla Fiorentina: 14 per Stefano Borgonovo, 15 per Roberto Baggio. Di Borgonovo restano memorabili due gol: quello di testa su corner di Baggio che regala ai viola la vittoria per 2-1 sui rivali della Juventus, e quello al 90’ che sancisce il 4-3 contro l'Inter capolista e futura campione d'Italia: Borgonovo intuisce il retropassaggio di Bergomi a Zenga, lo intercetta con uno scatto fulmineo e deposita la palla in rete.


Sempre nel 1988 Borgonovo viene chiamato in Nazionale, con cui esordisce il 22 febbraio 1989 nella ripresa contro la Danimarca. Nel giro di un mese colleziona 3 presenze, che tuttavia saranno le sole della sua carriera, dopo quelle nell'Under 21 del 1985. Al termine della stagione il Milan, proprietario del cartellino di Borgonovo, richiama l'attaccante a Milano, nella speranza di trovare in lui il sostituto ideale di Pietro Paolo Virdis. Borgonovo vuole restare a Firenze, città alla quale è ormai legatissimo: insiste quindi con Adriano Galliani affinché gli venga concesso almeno un altro anno di prestito, ma la sua richiesta non viene esaudita. Rientrato al Milan Borgonovo fatica ad ambientarsi: non digerisce gli schemi di Arrigo Sacchi, e continua a sentire una forte nostalgia per Firenze e la Fiorentina. Ciò nonostante il suo avvio è promettente: segna un gol nel 3-0 contro il Cesena alla prima di campionato, e una tripletta al Galatasary. Purtroppo però dopo soli due mesi si infortuna gravemente al ginocchio. Operatosi a Firenze per sua volontà, rientra dopo una lunga convalescenza appena in tempo per dare un buon contributo nella vittoria finale in Coppa dei Campioni, segnando gli unici due gol in trasferta della squadra (ad Helsinki e in semifinale contro il Bayern Monaco). Fondamentale si rivela la sua prestazione proprio nelle due partite di semifinale il contro il Bayern Monaco: all'andata il Milan passa in casa per 1-0 con un rigore di Marco van Basten fischiato per un fallo sull'ex giocatore di Como e Fiorentina; al ritorno Borgonovo segna il gol in trasferta che, nonostante la sconfitta per 2-1, spinge il Milan verso la finale. Nei supplementari di quella partita, all'ultimo minuto, Borgonovo manda incredibilmente alto il tiro del possibile 2-2, sfiorando una storica doppietta in Europa. Al termine della stagione, nonostante gli elogi di Arrigo Sacchi, che lo avrebbe volentieri tenuto al Milan, Borgonovo vuole coronare il suo sogno di vestire nuovamente la maglia viola. Stefano però, reduce dall'infortunio al ginocchio, non è più lo stesso di prima. Anche la Fiorentina è cambiata molto: dopo le cessioni Baggio e Dunga la proprietà del club è passata a Mario Cecchi Gori, che come primo acquisto annuncia proprio Borgonovo. Dopo due campionati anonimi Borgonovo nel 1992 passa al Pescara e segna 9 reti, non riuscendo però a salvare la squadra dalla serie B. Borgonovo si trasferisce quindi all'Udinese con cui segna 5 reti in 12 partite. Proprio a Udine chiude nel 1996 la carriera, dopo la parentesi di un anno al Brescia: nelle ultime due annate non riesce mai ad andare in gol. Passano un po' di anni prima che Stefano muova i primi passi da allenatore, tutti compiuti all'interno della società che l'ha visto crescere, il Como, con le diverse formazioni giovanili. Lascia nel 2005 per problemi di salute. Il 5 settembre 2008 annuncia di essere stato colpito (come tanti altri giocatori del passato) dalla SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e di non riuscire a parlare se non per mezzo di un sintetizzatore.

LA SLA

La sclerosi laterale amiotrofica, chiamata SLA, o anche morbo di Lou Gehrig, (dal nome del giocatore statunitense di baseball che fu la prima vittima accertata di questa patologia), malattia di Charcot o malattia dei motoneuroni, è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali - 1° motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia periferici - 2° motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale. Fu descritta per la prima volta nel 1860 dal neurologo francese Jean-Martin Charcot, ed attualmente le sue cause sono ancora ignote.
Il referto del medico vale quanto un biglietto della lotteria; può essere quello giusto.
(Arthur Schopenhauer)

1 - Senza Vento

Come anticipato qualche giorno fa vorrei iniziare a discorrere delle canzoni di Viaggio senza Vento.

L’album inizia con il pezzo più conosciuto dei Timoria: Senza vento, quella che amo definire il canto di dolore della mia generazione. La canzone si apre così: “E son qui, non c'é niente strade, bar: comunque mi difendo e non mi arrendo. La mia età é il fuoco freddo nato qui, vivo e non credo in niente. Mi dici che trent' anni fa fermaste un po' il mondo mi dicono che vent' anni fa era tutto diverso…”; è come se si arrivasse alla consapevolezza che la mia generazione, che è più o meno la stessa dei ragazzi del gruppo, trovatasi senza più le spinte idealistiche di quella precedente, in piena era edonista e consumistica, sia senza vento cioè senza appunto gli ideali e i sogni che dovrebbero muovere l’uomo.

Partendo da questa scoperta, di vivere una vita senza uno scopo il protagonista decide che “
domani parto” e che inizierà il suo viaggio. Qualcosa di mio lo lascerò in questo mio tempo” è un concetto stupendo, e come se si fosse alla ricerca di una sorta di testamento che resti anche quando noi non ci saremo più.... Infine notiamo che uno dei cardini dell'album è già ben vivo e presente in Senza Vento, mi riferisco alla Libertà, un concetto così profondo e legato alla storia di Joe, da meritare ben due pezzi intitolati libertà in tedesco e in inglese.

Quand'ero più piccolo credevo che senza vento fosse una canzone con una vena suicida, immaginavo il senza vento l'atto di buttarsi nel vuoto, ahimè quanto mi sbagliavo se ci si sofferma non si può non notare come questa canzone sia un inno alla vita.


E son qui, non c'é niente

strade, bar:
comunque mi difendo
e non mi arrendo
La mia età è il fuoco freddo
nato qui, vivo
e non credo in niente

Mi dici che trent' anni fa
fermaste un po' il mondo
mi dicono che vent' anni fa
era tutto diverso

Ma sono pronto / E libertà
Per volare senza vento

Come me anche tu
resti qui e vedi
le giornate già vissute

Dentro me, il risveglio
ciao a voi perché
domani parto
sweet reaction

Qualcosa di mio lo lascerò
in questo mio tempo
Saltando nel vuoto aspetterò
il nostro momento

Sono pronto / E libertà
Per volare senza vento

Sono pronto / E libertà
Per volare senza vento


Troppa gente si occupa del senso. Mettetevi in cammino. Voi siete il senso e il cammino.
(Jean Sulivan)

martedì 7 ottobre 2008

Panoramiche dal Monte Generoso

Panorami con vista su Lugano e Bissone dal rifugio in cima.

panorama lugano

panorama lugano 2

Panorami dalla vetta del monte generoso 1704 mt

panorama cima

Panorama vetta 2

panorama vetta 3

Panorama  vetta 4

Panorami dalla stazione del trenino

panorama stazione


panorama stazione 2

panorama

Il sorriso è come una finestra aperta: se guardi fuori scorgi panorami senza limiti. (Chesterton)

lunedì 6 ottobre 2008

Nergita - Che Rumore Fa La Felicità?

Ecco finalmente il video ufficiale del nuovo singolo della rockband aretina.

Insieme, la vita lo sai bene
ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme
è un brivido è una cura
serenità e paura
coraggio ed avventura,
da vivere insieme, insieme, insieme, insieme … a te.

Monte Generoso

Ad un'oretta di macchina, appena attraversato il confine con la svizzera, sopra Mendrisio si staglia imponente, pacifico e beato il Monte Generoso. Ed ieri era proprio una bella giornata per una gitarella fino alla vetta.













Da Monte Generoso

Logicamente a questo link le altre foto dell'escursione.

Ogni strada seguita precisamente fino alla sua fine non porta proprio in nessun luogo. Scala una montagna solo un poco, per verificare che sia una montagna. Dalla cima di una montagna non puoi vedere che si tratta di una montagna.
(Frank Herbert)

domenica 5 ottobre 2008

10000 pagine viste

E' buona abitudine ringraziare l'autore di un libro prima di averlo letto. Ciò dispensa dal dire delle bugie.
(G. Santayana)

Una donna, una birra... un paio di amici...

La pubblicita della Guinnes...



Io sono un clown e faccio collezione di attimi.
(Heinrich Böll)

sabato 4 ottobre 2008

La mia generazione è senza vento


Ci sono giorni in cui mi sveglio spento
E tutto sommato provo a starci dentro
Nella mia stanza aspetto il mio momento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Quando la vita sembra un treno lento
Penso agli amici fuori e muoio dentro
La mia generazione senza vento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finché arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Quando sei condannato al pentimento
Stanco di sentir dire “non ho tempo”
Come in un sole in cui sentire freddo
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finché arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finché arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Tu sei dentro di me

La più grande scoperta di ogni generazione è che l'essere umano può cambiare radicalmente la sua vita, mutando l'atteggiamento.
(Williams James)

Giocando con Sissy

Ecco la mia cagnona, una maremmana di 5 anni: Sissy







Da Giocando con Sissy
A volte si accomoderà sul tappeto fissandovi con occhi tanto teneri , affettuosi ed umani da intenerirvi e sarà impossibile credere che lì non vi sia un'anima.
(Theophile Gautier)

venerdì 3 ottobre 2008

Venerdì sera (D.U.I.)


Three in the morning and I gotta be someplace
I don't remember where
Friends try to make me stay or call me a cab home
I grab my keys and a beer

The cops they took my license away
But I got my car out of impound today
And I've been drunk since last saturday
You'd better stay outta my way

I drink and drive
Feel so alive
I'm doin' ninety-five
I drink and drive
I feel so alive
I drink and drive

Early morning and the freeway's deserted
Like it's all mine
I'm trying to set a new drunken speed record
But I can't drive a straight line
Flashing lights
Split the night I'm tossing bottles as I swerve to the right
Now I've slammed my face into the back of a big-rig
At least you'll never catch me you f**king pigs

Designate someone other than me
I'm so drunk I can hardly see
Another shot of jager and I turn the key
I got so many places to be

I drink and drive
Feel so alive
I'm doin' ninety-five
I drink and drive
I feel so alive
I drink and drive

When I'm on a binge, my friends all cringe
They won't drive at night
Cause down at the freeway it's such a fright
But I think I drive alright

The cops they took my license away
But I got my car out of impound today
And I've been drunk since last saturday
You'd better stay outta my way

I drink and drive
Feel so alive
I'm doin' ninety-five
I drink and drive
I feel so alive
I drink and drive

When I'm on a binge, my friends all cringe
They won't drive at night
Cause down at the freeway it's such a fright
But I think I drive alright

Una birra forte, un tabacco profumato e una donna, questo è piacere.
(Goethe)

Haiku "Rabbia giovane"

Pugni chiusi
e forza dirompente
calma a tratti


blipper
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