venerdì 29 ottobre 2010

150 anni dopo ....

Una grande mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, presenta per la prima volta in maniera organica il rapporto tra la fotografia e i mutamenti che hanno investito, nel corso dell’Ottocento, la città di Milano, avviata a divenire capitale culturale ed economica del nuovo Stato unitario. Un’indagine capillare svolta soprattutto sui preziosi fondi fotografici del Civico Archivio Fotografico di Milano, fondato nel 1933 al Castello Sforzesco, Istituto che conserva una delle più importanti raccolte italiane di fotografie, datate dal 1839 ai giorni nostri, fatta oggetto di catalogazione scientifica e di valorizzazione da più di dieci anni.
© http://www.no-miedo.com

Fra le foto proposte anche questa scattata intorno al 1860 dal fotografo Pompeo Pozzi a Santa Maria delle Grazie

Pompeo Pozzi (1817 – 1888), attr. Santa Maria delle Grazie 1860c – 1868 CAFMi, inv. FM C 309

Fa piacere vedere come centocinquanta anni dopo abbia scattato, senza conoscere la foto qui sopra riportata, una fotografia nel complesso abbastanza simile. :)

Da Santa Maria delle Grazie (Milano)
Triste è quel discepolo che non avanza il suo maestro.
(Leonardo da Vinci)

giovedì 28 ottobre 2010

Cricket

Un piccolo grillo fotografato sul pavimento dello studio non con poche difficoltà :)

Da Grillo
Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!
(Carlo Collodi- Pinocchio - Il grillo parlante nel Capitolo 13)

mercoledì 27 ottobre 2010

Tecniche di composizione fotografica: La ruota dei colori

Dopo aver trattato la composizione fotografia in termini di regola dei terzi, cornice naturale e sezione Aurea, oggi parleremo dei colori.

La ruota dei colori non si usa solo per i dipinti, ma può tornare utile anche per comporre una fotografia.
Il termine fotografia deriva dal greco e significa scrivere con la luce quindi perché limitarci a inquadrare e scattare quando con una foto possiamo esprimere anche le nostre emozioni?

In uno scatto infatti si possono sfruttare la relazione dei colori per enfatizzare nell'osservatore determinate sensazioni come il dinamismo, il dramma ma anche l'armonia e la pace.


In pratica occorre ricordare che:
  • i colori che si trovano opposti sulla ruota danno un senso di tensione emotiva e sono chiamati colori complementari.
  • i colori che sono adiacenti creano un senso di armonia e tranquillità e vengono definiti colori analoghi.
Ieri ad esempio ho scattato questa foto a un bacca dell'agrifoglio caduta a terra

Da Macrofotografia in giardino

e successivamente "giocando" con lo strumento curve nel file raw ho ottenuto questa versione che dà una sensazione totalmente diversa a chi osserva la stessa:

Da Macrofotografia in giardino
Di fatti vediamo come il rosso e la tinta verde dominante della foto creino tensione e un senso di angoscia quasi di abbandono in chi osserva lo scatto, ritornando a osservare la ruota dei colori notiamo come i due colori siano quasi complementari.

Lo scrigno dei colori è un piccolo universo delle apparenze dove la fisica moderna di Newton ha costruito con la luce del sole le sue certezze, dove egualmente Goethe ha costruito una sua storia, per rendere più oggettivo un principio universale che egli cercava quasi con furore: l’imprevedibile della natura e la naturale semplicità delle arti, quella di saper guardare, sentire accanto al principio della qualità.
( M. Brusatin)

martedì 26 ottobre 2010

lunedì 25 ottobre 2010

Flowers

Da Macrofotografia in giardino
Dal cuore della fonte di delizie sgorga un rivolo amaro che tra i fiori stessi ci tortura.
(Lucrezio)

giovedì 21 ottobre 2010

Composizione Fotografica: La sezione Aurea

Esistono varie tecniche di composizione fotografica, per esempio la regola dei terzi o la cornice naturale, di cui già in passato ci siamo occupati. Oggi invece voglio raccontarvi di uno dei misteri della natura: la sezione aurea e di come spesso la usiamo anche involontariamente nei nostri scatti.

La sezione aurea fu teorizzata dai pitagorici che la individuarono più volte ripetuta in natura, in modo quasi "magico", tanto che la chiamarono proporzione divina.

Entriamo nello specifico riportando quanto scrive Wikipedia:

La sezione aurea, nell'ambito delle arti figurative e della matematica, indica il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. Lo stesso rapporto esiste anche tra la lunghezza minore e la loro differenza.

In formule, indicando con a la lunghezza maggiore e con b la lunghezza minore, vale la relazione:

(a+b) : a = a : b = b : (a-b)

Tale rapporto vale approssimativamente 1,6180.

Immagino che vi siate persi nella spiegazione scientifica. Ve lo rispiego io in parole povere: in pratica se guardiamo la figura qui sotto ed ipotizziamo che il lato orizzontale sia AC e l'intersezione B, rapportando i vari segmenti otterremo questa proporzione AB:BC = BC:AC, la stessa cosa logicamente vale anche per il lato verticale.


In età greca, come dicevamo, viene introdotta la proporzione divina:  ogni costruzione, tra le quali il Partenone  è pensata in  funzione dell’uomo e delle sue necessità. Utilizzare il numero d’oro, la  sezione aurea, per l’uomo greco vuol dire realizzare un tempio, in  questo caso il Partenone, in cui l’equilibrio tra le parti garantisce il  suo rapporto con le divinità.

Ora presumibilmente vi state domandando cosa c'entra la fotografia?

In pratica spesso anche noi usiamo la sezione aurea e questo rende i nostri scatti più interessanti. Osservate questa mia foto che è stata scattata la scorsa estate in Sardegna, senza che sapessi nulla della Sezione Aurea, se non per un vago accenno letto nel "codice da Vinci"; è  quasi impressionante come involontariamente abbia applicato le giuste proporzioni alla foto e scommetto che se cerco fra le tonnellate di foto scattate negli ultimi anni, le immagini che rispettano quella regola sono molteplici.

D'ora in avanti quando scattate una foto, per rendere lo scatto più accattivante ai nostri occhi provate a rispettare quelle proporzioni, alla fine ci sarà un motivo se misurando le dita della nostra mano, notiamo che i rapporti tra le lunghezze delle falangi del dito medio e anulare sono aurei,  così come è aureo il rapporto tra la lunghezza del braccio e l'avambraccio, o come in natura il DNA rispecchi il rapporto aureo come lo rispecchia una margherita o una conchiglia.

Siete ancora scettici? ecco un esempio preso da clickblog.it su come i grandi fotografi usino la sezione aurea.

Aggiungi didascalia



Ps. questa è la spirale aurea, in pratica oltre a mantenere l'equilibrio nella proporzione, la "costruzione" della foto porta l'occhio verso il punto di interesse principale della stessa.

Comunque  non fatevi tentare dall'idea di sacrificare i contenuti dello scatto in nome dello stile. Se la composizione fotografica prende il sopravvento rispetto al messaggio che si vuol trasmettere, la fotografia non ha più senso di esistere.

Non crederò mai che dio giochi a dadi col mondo
(A.Einstein)

Ortensia

Hydrangea L. è un genere di piante della famiglia delle Hydrangeaceae, originarie della Cina e del Giappone, comunemente note come ortensie.

Il genere comprende diverse specie di piante legnose arbustive originarie e molto diffuse nelle regioni orientali dell'Asia e dell'Himalaya.
La particolarità di questa pianta sono i fiori, riuniti in infiorescenze più o meno sferiche, dette corimbi o pannocchie, che portano fiori per lo più sterili, soprattutto quelli esterni, per cui sono sostituiti dai sepali, grandi e petaliformi, mentre le altre parti fiorali sono abortite.
La specie Hydrangea macrophilla comprende numerose varietà con grosse infiorescenze globose bianche, rosa, rosse o azzurre, utilizzate per la produzione in vaso o nei giardini.
Altre specie del genere Hydrangea sono l'H. paniculata, arbusto con ramificazioni sottili e decombenti sotto il peso delle piccole infiorescenze bianche, che viene coltivata a forma di alberetto o cespuglio e si moltiplica per talea e l'H. arborescens, arbusto con foglie decidue e fiori profumati.

Fu introdotta in Europa nel XVIII secolo dal naturalista Philibert Commerson. © wikipedia

Da Macrofotografia in giardino

Colui che rispetta l'ambiente salva la terra e non la padroneggia né l'assoggetta.
(M. Heidegger)

mercoledì 20 ottobre 2010

Luna rapiscimi

Ieri sera ho fotografato la luna e il cielo notturno a Iso 400, apertura di campo a 35mm (equivalente 39mm) e diaframma a f8, variando solo i tempi di scatto. Passando da 20secondi a 1/100 di secondo per speriementare come cambia la foto e la realtà che vuol trasmettere.

Da Luna rapiscimi
15 secondi di apertura

Da Luna rapiscimi
2 secondi di apertura

Da Luna rapiscimi
1/100 di secondo di apertura

Le altre foto sono disponibili qui

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri.
(Oscar Wilde)

martedì 19 ottobre 2010

Camelia

Camellia è un genere delle Theaceae, originario delle zone tropicali dell'Asia. Il nome deriva dal nome latinizzato del missionario gesuita Georg Joseph Kamel (1661-1706), farmacista e botanico, che per primo importò la pianta dal Giappone. Fu Linneo a imporre questo nome. Piante a portamento arbustivo o ad alberello, sempreverdi, alte in natura fino a 15 m. Foglie semplici alterne, di colore verde più o meno scuro secondo la specie, lucide e coriacee, a volte carnose e provviste di stipole e ghiandole aromatiche, con i margini lisci o crenati, di forma ellittica, lanceolata o oblungo - lanceolata. I fiori sono semplici o doppi di colore bianco, roseo o rosso, privi di profumo o molto profumati; sono piante adatte ai climi temperati e umidi. ©wikipedia

Da Macrofotografia in giardino

L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio.
(Stendhal)

lunedì 18 ottobre 2010

Sissy

Maremmano-Abruzzese

Descrizione

La coda è attaccata bassa e oltrepassa il garretto. Tenuta sempre pendente a riposo, è invece portata eretta, sulla linea del dorso, quando il cane è in allerta o è eccitato. Il bianco uniforme è il colore che lo contraddistingue. Tollerate le sfumature avorio o arancio pallido, purché limitate nel loro numero. Il mantello è molto abbondante, lungo, piuttosto ruvido al tatto. È tollerata una lieve ondulazione. Il sottopelo è abbondante durante la stagione fredda. Gli occhi non sono grandi in relazione alla taglia del cane. Il loro colore è ocra o marrone scuro. La rima palpebrale a mandorla. Le orecchie sono attaccate molto alte, a "V", sono pendenti ma molto mobili. La testa è grande e piatta, di forma conica. Ricorda la testa dell'orso bianco. Il cranio è largo. Lo stop è poco accentuato.

Carattere

Cane dotato di grande fierezza, dignità e tempra, ha temperamento molto forte, sicuro e indipendente. Spesso viene definito un "quasi felino" tanto non gli si addicono le smancerie. Resta comunque legato al padrone da un affetto profondo, quasi "maschio" nel senso che pretende di essere rispettato per rispettare a sua volta il leader. Con gli estranei si dimostra generalmente diffidente, ma evita qualsiasi forma di aggressività quando non strettamente necessaria.

Da Sissy in giardino

Il cane possiede la bellezza senza la vanità. La forza senza l'insolenza. Il coraggio senza la ferocia. E tutte le virtù dell'uomo senza i suoi vizi.
(Lord Byron)

venerdì 15 ottobre 2010

Ilex aquifolium

L'Agrifoglio (Ilex aquifolium L.), detto anche Aquifoglio, Alloro spinoso, Pungitopo maggiore, è una pianta appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae.

L'agrifoglio è una pianta magica fin da prima dell'avvento del Natale cristiano, si dice che proteggesse dai demoni e portasse fortuna. I suoi primi utilizzi risalgono all'Irlanda dove anche le famiglie più povere potevano permettersi di utilizzarlo per decorare le proprie abitazioni. Nel tempo i cristiani iniziarono ad utilizzare anch'essi questa pianta durante il periodo natalizio. La struttura della foglia infatti ricorda la corona di spine di Gesù Cristo e i frutti rossi il suo sangue. Inoltre i boccioli bianchi sono immagine della purezza della Madonna.

Da Macrofotografia in giardino
L'amore è simile alla rosa di macchia,
l'amicizia assomiglia all'agrifoglio:
l'agrifoglio è scuro quando la rosa fiorisce,
ma chi è più costante nella fioritura?
(Emily Bronte)

giovedì 14 ottobre 2010

Violet

Da Macrofotografia in giardino

Dalla mollezza di una spugna bagnata fino alla durezza di una pietra pomice, ci sono infinite sfumature. Ecco l'uomo.
(Honorè De Balzac)

mercoledì 13 ottobre 2010

A different point of view

Le Gerbera presentano foglie lanceolate e lobate, disposte a rosetta. Invecchiando, le foglie diventano pubescenti nella pagina inferiore e si abbassano per lasciare spazio alle nuove piccole foglie che, nei primi giorni si presentano bianche e pelose.
I fiori, a capolino, sono molto durevoli e decorativi e compaiono all'inizio dell'estate. Sono portati da lunghi steli coperti da una leggera peluria bianca. Per la loro forma e struttura i fiori di Gerbera sono simili ad una margherita, ma più eleganti sia per i lunghi petali appuntiti, sia per i colori brillanti che vanno dal bianco al giallo fino al rosso-scuro. Ogni fiore, se fecondato, può produrre numerosissimi piccoli semi, fusiformi e appuntiti, caratterizzati da una corona di peli piumosi. © wikipedia

Da Macrofotografia in giardino

La ricerca della felicità è un'autocontraddizione: più lottiamo per la felicità, meno la raggiungiamo. La prospettiva di poterla perseguire è illusoria.
(V.E. Frankl)

martedì 12 ottobre 2010

Gerbera

Da Macrofotografia in giardino

Solo godere è vivere! Scordiamoci tutti gli affanni: il nostro tempo è breve. Ora a me Lieo, e la musica e corone di fiori, a me l'ebbrezza delle donne! E' questa la mia ora. Nessuno del domani ha certezza
(Rufino)

lunedì 11 ottobre 2010

Fuochi d'Artificio

Come da tradizione la seconda domenica del mese di ottobre ho fotografato i fuochi di artificio di Lonate Ceppino (gli scorsi anni:2009, 2008 pt1, 2008 pt2 e video del 2008).

Questa è stata la mia prima volta con la reflex, diciamo che sono abbastanza soddisfatto dell'esperimento, ma tutto sommato potevo far di meglio.

Per gli amanti della tecnica ho impostato: Iso 200, messa a fuoco manuale, apertura a f11 e tempi variabili da 1,6 secondi a 4 secondi. Munito logicamente di cavalletto e telecomandino mi sono dato da fare. A voi il giudizio:

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 3,2 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 4 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 4 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 1,6 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 3,2 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 4 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 4 sec (non so perchè, ma questa foto mi piace un "casino", sembra quasi un quadro impressionista di inzio secolo)

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 2,5 sec

Da Fuochi d'Artificio (Lonate Ceppino)
Tempo di esposizione 4 sec

Il colore è un mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta. Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto che lo colpisce, l'anima lo strumento dalle mille corde.
(Kandinsky)

domenica 10 ottobre 2010

Riecco il riccetto

Direi che posso mettermi il cuore in pace, adesso oltre a una cagnolona stupenda, mi fa compagnia un altro animale domestico: un riccetto che non nutre oramai nessuna paura verso l'uomo.

Da Riccio
Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando è l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte.
(L’ELEGANZA DEL RICCIO, Muriel Barbery)

sabato 9 ottobre 2010

Clerks

E' l'opera prima di Kevin Smith, un film cult praticamente oramai introvabile, visto per la prima volta anni fa su tele+.

Clerks è un film indipendente, "politicamente scorretto", a basso budget (è costato soltanto 53.000 dollari, metà utilizzati per la produzione vera e propria e metà per l'acquisto dei diritti sui brani musicali); fu girato nel negozio stesso in cui Smith lavorava all'epoca, prevalentemente di notte e durante la chiusura del market.

Il film racconta le vicende di una intera giornata di un commesso di minimarket nella periferia americana, Dante Hicks, costretto a recarsi al lavoro il suo giorno di riposo.

Tra dialoghi contorti e surreali, gag divertenti e grottesche (memorabile la polemica sulla posizione politica dei subappaltatori che stavano costruendo la seconda Morte Nera di Guerre Stellari e la scena del signore anziano che chiede di utilizzare il bagno), la giornata di Dante passa di guaio in guaio, peggiorando sempre più.

Insieme a Dante ci sarà a fargli compagnia Randal, il ragazzo che lavora al videonoleggio accanto al minimarket, perennemente in pausa.



Da' retta, il mondo è pieno di belle donne, ma non tutte ti portano le lasagne da casa, più che altro ti fanno le corna e basta.
(Silent Bob)

venerdì 8 ottobre 2010

Rosa

Probabilmente qualcuno criticherà la foto perchè lo stelo non è a fuoco, ma secondo me è proprio questo che le da un tocco di magia, fateci caso è come se la rosa si stesse materializzando davanti ai vosti occhi... ok la smetto di farneticare...

Da Macrofotografia in giardino

È il tempo che hai speso per la tua rosa che rende la tua rosa così importante.
(Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry)

giovedì 7 ottobre 2010

Après la tempête

Da Dopo il temporale
Il bacio colpisce come la folgore, l'amore passa come un temporale, poi la vita torna a calmarsi come il cielo e ricomincia come prima. Si può ricordare una nuvola?
(Guy de Maupassant)

mercoledì 6 ottobre 2010

Strani incontri

6 Ottobre 2010 ore 00.30 circa, nella ciotola di Sissy uno strano animaletto si sta rifocillando:

Da Riccio
Credo che "cagnaccia" in perenne guerra con un gatto del vicinato, abbia l'abitudine di lasciare un po' di cibo come trappola per riuscire prima o poi a stanare il micio.

Da Riccio
Sta storia va avanti da 2 anni e sono 2 anni che il gatto fugge imperterrito... e mangia pure a sbafo.... Tutte le sere alle 23, puntuale come un orologio svizzero, Sissy vuole uscire nella speranza di beccarlo sul fatto e tutte le sere puntuale si ritrova ad abbaiare a nessuno perché il gatto è già bello che fuggito!

Da Riccio
Ma torniamo a ieri notte: sorpreso il riccio a mangiare, Sissy non ha dato il minimo segno di nervosismo, anzi l'ha lasciato in pace a papparsi il suo cibo senza abbaiare o ringhiare. Chissà cosa gli avrà fatto quel gatto per meritare tutto "quell'odio..."

Da Riccio
Tutti gli animali sono uguali, ma qualche animale è più uguale degli altri.
(George Orwell)

martedì 5 ottobre 2010

Tempio Voltiano (Como)

Da Como
Quante fatiche per mantenersi in vita! Nessun monumento richiede un tale impiego di forze per essere eretto.
(Franz Kafka)

lunedì 4 ottobre 2010

Effetto Sabattier

Pur non essendo per nulla un amante della post-produzione, giusto un piccolo lavoro sui raw (perchè avere la possibilità di scattare in negativo digitale e non usarlo è come avere una ferrari e andare solo in prima) ogni tanto mi piace sperimentare qualcosa di nuovo e diverso. Oggi vi propongo una post produzione abbastanza ricercata.

La solarizzazione è un classico effetto da camera oscura col quale si può trasformare un'immagine dandole l'aspetto dandole l'aspetto di un negativo, ma lasciando in parte un'immagine positiva. E' anche conosciuto come Effetto Sabattier e fu reso famoso dall'artista surreale Man Ray negli anni '30.

Esempio 1

Originale:
Da Effetto Sabattier

"Solarizzata"
Da Effetto Sabattier

"Solarizzata e leggermente sfocata per renderla più morbida"
Da Effetto Sabattier

Col temine solarizzazione ci si riferisce a due distinti fenomeni fotografici.

La solarizzazione propriamente detta è un'inversione tonale che si manifesta durante lo sviluppo di materiale sensibile che è stato soggetto a una sovraesposizione esasperata (almeno mille volte quella corretta). Alcune zone del negativo (appunto quelle solarizzate) risultano perciò, dopo lo sviluppo, positive. Nella stampa avviene ovviamente il contrario: le zone solarizzate risultano negative. La solarizzazione, che fu chiamata così dai dagherrotipisti, dal momento che solo la luce del sole poteva produrla, è praticamente impossibile da ottenere con i materiali sensibili attuali, salvo in situazioni particolari, come ad esempio lunghe esposizioni notturne di zone scarsamente illuminate, ma con alcuni punti luminosissimi (ad esempio lampioni stradali).
Immagine ottenuta attraverso pseudosolarizzazione di un positivo.

Il secondo fenomeno chiamato solarizzazione, anzi quello a cui normalmente ci si riferisce quando si parla di solarizzazione, è in realtà, più propriamente, la pseudosolarizzazione o effetto Sabattier, così chiamato perché fu Armand Sabattier a descriverlo nel 1862 e a chiamarlo inversione di pseudosolarizzazione. Questo effetto, sfruttato come tecnica fotografica per la prima volta in modo sistematico da Man Ray, si ottiene in camera oscura con il seguente procedimento:

* esposizione della carta fotografica o della pellicola negativa
* sviluppo parziale fino alla comparsa di una parte dell'immagine
* seconda esposizione, ottenuta illuminando la carta o il negativo durante lo sviluppo
* completamento dello sviluppo, avendo l'accortezza di non muovere la carta nel bagno come si fa normalmente, oppure muovendola lentamente per ottenere particolati effetti di scia. In questa fase appare la (pseudo)solarizzazione: le parti già sviluppate (le più scure) infatti agiscono come un filtro protettivo, mentre le altre, colpite dalla luce, subiscono un processo di inversione tonale (e sul negativo appariranno positive). Inoltre, fra le zone di diversa densità compare una sottile linea grigia, detta linea di Mackie, dovuta all'esaurimento locale dello sviluppo
* completamento del processo con fissaggio, lavaggio ed asciugatura.

Nella fotografia tradizionale la vera solarizzazione, come già detto, è praticamente impossibile da ottenere coi materiali sensibili attuali. Coi programmi di fotoritocco si può invece simularla facilmente, anche nel caso di immagini a colori, semplicemente facendo assumere una pendenza negativa alla curva di trasferimento da immagine originale a immagine ritoccata, nella zona delle alte luci.

Per quanto riguarda la pseudosolarizzazione, nella fotografia tradizionale questo metodo è principalmente usato con immagini in bianco e nero. Si ottengono risultati diversi a seconda che si usino pellicole negative per fotografia tradizionale, carte fotografiche o pellicole ad alto contrasto per arti grafiche. È anche possibile produrre una pseudosolarizzazione con materiale a colori (negativi, carte, diapositive), usando luce bianca o colorata durante la seconda esposizione. Come la vera solarizzazione, anche la pseudosolarizzazione può essere simulata con la maggior parte dei programmi di fotoritocco (che la chiamano semplicemente solarizzazione), usando dei filtri (o plugin) specifici, in grado di produrre non solo l'inversione tonale, ma anche le linee di Mackie. © wikipedia

Esempio 1
(a mio parere il meglio riuscito fra i due)

Originale:
Da Effetto Sabattier

"Solarizzata e leggermente sfocata per renderla più morbida"
Da Effetto Sabattier

La vita è un esperimento che in gran parte io non ho ancora tentato.
(Henry David Thoreau)

sabato 2 ottobre 2010

Reverse

La foto del post precedente tramutata in bianco e nero ad eccezion fatta del giallo della corolla.

Da Macrofotografia in giardino

La Vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero. È un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagorico di voci e di volti, di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino.
(Oriana Fallaci)

venerdì 1 ottobre 2010

blipper
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