venerdì 29 ottobre 2010

150 anni dopo ....

Una grande mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, presenta per la prima volta in maniera organica il rapporto tra la fotografia e i mutamenti che hanno investito, nel corso dell’Ottocento, la città di Milano, avviata a divenire capitale culturale ed economica del nuovo Stato unitario. Un’indagine capillare svolta soprattutto sui preziosi fondi fotografici del Civico Archivio Fotografico di Milano, fondato nel 1933 al Castello Sforzesco, Istituto che conserva una delle più importanti raccolte italiane di fotografie, datate dal 1839 ai giorni nostri, fatta oggetto di catalogazione scientifica e di valorizzazione da più di dieci anni.
© http://www.no-miedo.com

Fra le foto proposte anche questa scattata intorno al 1860 dal fotografo Pompeo Pozzi a Santa Maria delle Grazie

Pompeo Pozzi (1817 – 1888), attr. Santa Maria delle Grazie 1860c – 1868 CAFMi, inv. FM C 309

Fa piacere vedere come centocinquanta anni dopo abbia scattato, senza conoscere la foto qui sopra riportata, una fotografia nel complesso abbastanza simile. :)

Da Santa Maria delle Grazie (Milano)
Triste è quel discepolo che non avanza il suo maestro.
(Leonardo da Vinci)

giovedì 28 ottobre 2010

Cricket

Un piccolo grillo fotografato sul pavimento dello studio non con poche difficoltà :)

Da Grillo
Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!
(Carlo Collodi- Pinocchio - Il grillo parlante nel Capitolo 13)

mercoledì 27 ottobre 2010

Tecniche di composizione fotografica: La ruota dei colori

Dopo aver trattato la composizione fotografia in termini di regola dei terzi, cornice naturale e sezione Aurea, oggi parleremo dei colori.

La ruota dei colori non si usa solo per i dipinti, ma può tornare utile anche per comporre una fotografia.
Il termine fotografia deriva dal greco e significa scrivere con la luce quindi perché limitarci a inquadrare e scattare quando con una foto possiamo esprimere anche le nostre emozioni?

In uno scatto infatti si possono sfruttare la relazione dei colori per enfatizzare nell'osservatore determinate sensazioni come il dinamismo, il dramma ma anche l'armonia e la pace.


In pratica occorre ricordare che:
  • i colori che si trovano opposti sulla ruota danno un senso di tensione emotiva e sono chiamati colori complementari.
  • i colori che sono adiacenti creano un senso di armonia e tranquillità e vengono definiti colori analoghi.
Ieri ad esempio ho scattato questa foto a un bacca dell'agrifoglio caduta a terra

Da Macrofotografia in giardino

e successivamente "giocando" con lo strumento curve nel file raw ho ottenuto questa versione che dà una sensazione totalmente diversa a chi osserva la stessa:

Da Macrofotografia in giardino
Di fatti vediamo come il rosso e la tinta verde dominante della foto creino tensione e un senso di angoscia quasi di abbandono in chi osserva lo scatto, ritornando a osservare la ruota dei colori notiamo come i due colori siano quasi complementari.

Lo scrigno dei colori è un piccolo universo delle apparenze dove la fisica moderna di Newton ha costruito con la luce del sole le sue certezze, dove egualmente Goethe ha costruito una sua storia, per rendere più oggettivo un principio universale che egli cercava quasi con furore: l’imprevedibile della natura e la naturale semplicità delle arti, quella di saper guardare, sentire accanto al principio della qualità.
( M. Brusatin)

martedì 26 ottobre 2010

lunedì 25 ottobre 2010

Flowers

Da Macrofotografia in giardino
Dal cuore della fonte di delizie sgorga un rivolo amaro che tra i fiori stessi ci tortura.
(Lucrezio)

giovedì 21 ottobre 2010

Composizione Fotografica: La sezione Aurea

Esistono varie tecniche di composizione fotografica, per esempio la regola dei terzi o la cornice naturale, di cui già in passato ci siamo occupati. Oggi invece voglio raccontarvi di uno dei misteri della natura: la sezione aurea e di come spesso la usiamo anche involontariamente nei nostri scatti.

La sezione aurea fu teorizzata dai pitagorici che la individuarono più volte ripetuta in natura, in modo quasi "magico", tanto che la chiamarono proporzione divina.

Entriamo nello specifico riportando quanto scrive Wikipedia:

La sezione aurea, nell'ambito delle arti figurative e della matematica, indica il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. Lo stesso rapporto esiste anche tra la lunghezza minore e la loro differenza.

In formule, indicando con a la lunghezza maggiore e con b la lunghezza minore, vale la relazione:

(a+b) : a = a : b = b : (a-b)

Tale rapporto vale approssimativamente 1,6180.

Immagino che vi siate persi nella spiegazione scientifica. Ve lo rispiego io in parole povere: in pratica se guardiamo la figura qui sotto ed ipotizziamo che il lato orizzontale sia AC e l'intersezione B, rapportando i vari segmenti otterremo questa proporzione AB:BC = BC:AC, la stessa cosa logicamente vale anche per il lato verticale.


In età greca, come dicevamo, viene introdotta la proporzione divina:  ogni costruzione, tra le quali il Partenone  è pensata in  funzione dell’uomo e delle sue necessità. Utilizzare il numero d’oro, la  sezione aurea, per l’uomo greco vuol dire realizzare un tempio, in  questo caso il Partenone, in cui l’equilibrio tra le parti garantisce il  suo rapporto con le divinità.

Ora presumibilmente vi state domandando cosa c'entra la fotografia?

In pratica spesso anche noi usiamo la sezione aurea e questo rende i nostri scatti più interessanti. Osservate questa mia foto che è stata scattata la scorsa estate in Sardegna, senza che sapessi nulla della Sezione Aurea, se non per un vago accenno letto nel "codice da Vinci"; è  quasi impressionante come involontariamente abbia applicato le giuste proporzioni alla foto e scommetto che se cerco fra le tonnellate di foto scattate negli ultimi anni, le immagini che rispettano quella regola sono molteplici.

D'ora in avanti quando scattate una foto, per rendere lo scatto più accattivante ai nostri occhi provate a rispettare quelle proporzioni, alla fine ci sarà un motivo se misurando le dita della nostra mano, notiamo che i rapporti tra le lunghezze delle falangi del dito medio e anulare sono aurei,  così come è aureo il rapporto tra la lunghezza del braccio e l'avambraccio, o come in natura il DNA rispecchi il rapporto aureo come lo rispecchia una margherita o una conchiglia.

Siete ancora scettici? ecco un esempio preso da clickblog.it su come i grandi fotografi usino la sezione aurea.

Aggiungi didascalia



Ps. questa è la spirale aurea, in pratica oltre a mantenere l'equilibrio nella proporzione, la "costruzione" della foto porta l'occhio verso il punto di interesse principale della stessa.

Comunque  non fatevi tentare dall'idea di sacrificare i contenuti dello scatto in nome dello stile. Se la composizione fotografica prende il sopravvento rispetto al messaggio che si vuol trasmettere, la fotografia non ha più senso di esistere.

Non crederò mai che dio giochi a dadi col mondo
(A.Einstein)

Ortensia

Hydrangea L. è un genere di piante della famiglia delle Hydrangeaceae, originarie della Cina e del Giappone, comunemente note come ortensie.

Il genere comprende diverse specie di piante legnose arbustive originarie e molto diffuse nelle regioni orientali dell'Asia e dell'Himalaya.
La particolarità di questa pianta sono i fiori, riuniti in infiorescenze più o meno sferiche, dette corimbi o pannocchie, che portano fiori per lo più sterili, soprattutto quelli esterni, per cui sono sostituiti dai sepali, grandi e petaliformi, mentre le altre parti fiorali sono abortite.
La specie Hydrangea macrophilla comprende numerose varietà con grosse infiorescenze globose bianche, rosa, rosse o azzurre, utilizzate per la produzione in vaso o nei giardini.
Altre specie del genere Hydrangea sono l'H. paniculata, arbusto con ramificazioni sottili e decombenti sotto il peso delle piccole infiorescenze bianche, che viene coltivata a forma di alberetto o cespuglio e si moltiplica per talea e l'H. arborescens, arbusto con foglie decidue e fiori profumati.

Fu introdotta in Europa nel XVIII secolo dal naturalista Philibert Commerson. © wikipedia

Da Macrofotografia in giardino

Colui che rispetta l'ambiente salva la terra e non la padroneggia né l'assoggetta.
(M. Heidegger)

mercoledì 20 ottobre 2010

Luna rapiscimi

Ieri sera ho fotografato la luna e il cielo notturno a Iso 400, apertura di campo a 35mm (equivalente 39mm) e diaframma a f8, variando solo i tempi di scatto. Passando da 20secondi a 1/100 di secondo per speriementare come cambia la foto e la realtà che vuol trasmettere.

Da Luna rapiscimi
15 secondi di apertura

Da Luna rapiscimi
2 secondi di apertura

Da Luna rapiscimi
1/100 di secondo di apertura

Le altre foto sono disponibili qui

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri.
(Oscar Wilde)

martedì 19 ottobre 2010

Camelia

Camellia è un genere delle Theaceae, originario delle zone tropicali dell'Asia. Il nome deriva dal nome latinizzato del missionario gesuita Georg Joseph Kamel (1661-1706), farmacista e botanico, che per primo importò la pianta dal Giappone. Fu Linneo a imporre questo nome. Piante a portamento arbustivo o ad alberello, sempreverdi, alte in natura fino a 15 m. Foglie semplici alterne, di colore verde più o meno scuro secondo la specie, lucide e coriacee, a volte carnose e provviste di stipole e ghiandole aromatiche, con i margini lisci o crenati, di forma ellittica, lanceolata o oblungo - lanceolata. I fiori sono semplici o doppi di colore bianco, roseo o rosso, privi di profumo o molto profumati; sono piante adatte ai climi temperati e umidi. ©wikipedia

Da Macrofotografia in giardino

L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio.
(Stendhal)
blipper
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