giovedì 31 luglio 2008

Lo scorso anno: Croazia

Rab Otok - Isola di Arbe
































Plitvice










Da Estate '07 - ...

E' meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze
(Massimo Catalano, "Quelli della notte")

mercoledì 30 luglio 2008

Voglia di Corsica III



Da Corsica 2006

“I mari sono la prova tangibile che Dio ha pianto della sua creazione.”
(Paul Fort)

Voglia di Corsica II











Da Corsica 2006
“Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro.”
(Charles Baudelaire)

Voglia di Corsica











Da Corsica 2006
Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
(Giovanni Verga)

lunedì 28 luglio 2008

Il vero amore

Ieri leggendo quella spazzatura di blockbuster de "il terzo segreto" di Berry Steve, mi ha colpito tantissimo questo passaggio: Una volta: nella vita di ciascuno di noi c'è una persona in grado di raggiungere un punto così profondo del nostro essere, così prezioso, che nel momento del bisogno la mente si rifugia sempre in quel luogo amato, cercando conforto in memorie che sembrano non cancellarsi mai.

« Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense."
Queste parole da lor ci fuor porte. »
(Dante, Inferno V, 100-108)

domenica 27 luglio 2008

Buciardu cume a scopa

I proverbi in lingua corsa sono ancora largamente usati dagli abitanti, oggi più che mai affezionati alla propria originalità.
Per conoscere una persona bisogna "manghjà cun ella una somma di sale" - si deve mangiare molto sale con lei. "
Chiù duie case tene, in una ci piove" - chi possiede due case ne ha una in cui piove (non bisogna mai intraprendere due cose contemporaneamente).
"A lava u capu à l'asinu, sì perde fatiga e sapone" - a voler lavare la testa all'asino si sprecano fatica e sapone. "Ne per maghju, ne per maghione un ti lascia u to' pelone" - in maggio, che il tempo sia mite o fresco, non dimenticare il tuo mantello da pastore. "Buciardu cume a scopa" - bugiardo come l'erica (pianta che fiorisce, ma non dà mai frutti). "Un' conosci più a filetta" - non riconosce più la felce (si dice di una persona che, tornata in patria, non ne riconosce più gli usi e i costumi). "Baccalà per Corsica" - baccalà che va bene per la Corsica (si riferisce ai prodotti di seconda scelta al tempo di Genova inviati sull'isola).
"
L'ani stirpati com'è i Ghjuvannali" - li hanno sterminati come i Giovannali (mette in risalto un'azione radicale, come quella che sterminò la setta eretica dei Giovannali). "Ancu e puce hanu a tossa" - anche le pulci hanno la tosse (si riferisce ai giovani pretenziosi).
"
Dimmi quanti tu mi tèni e micca quanti tu mi veni" - dimmi il grado del tuo affetto e non quello della tua parentela. "L'ómi si leanu cu a parólla, i bòi cu a funa" - gli uomini si legano con La parola, i buoi con la fune. "Vistu l'ómu, vistu a ragione" - visto l'uomo visto il suo intelletto.

Da Corsica 2006
Per saperne di più ed imparare la lingua: http://perso.wanadoo.fr/gbatti-alinguacorsa/

Se tutto l'anno ci fosse vacanza, divertirsi sarebbe tedioso come lavorare.
(Shakespeare)

sabato 26 luglio 2008

Nuvole

Da Nuvole

Colui che crede in se stesso vive coi piedi fortemente appoggiati su una nuvola.
(Ennio Flaian)

venerdì 25 luglio 2008

Favola Antica: Le persone danno la caccia ad Antilope nero

Capitolo 9 - LE PERSONE DANNO LA CACCIA AD ANTILOPE NERO

Tale era la loro voglia di carne arrostita che i figli di In e Ammu non volevano mangiare altro. Passavano accanto alle erbe in seme e non le raccoglievano. lasciavano le bacche mature sugli arbusti e i frutti sulle piante e le noci per terra sotto gli alberi, come se fossero stati sporcizia. Tutto il giorno, dal levar del iole, cacciavano le creature e le uccidevano, poi, al calar del sole, facevano un fuoco e arrostivano le lo-o prede e mangiavano fino a quando avevano la pancia rotonda e piena come una zucca matura. Si ammalavano, ma non gliene importava nulla.

Le creature andarono da Antilope Nero e dissero: «Le persone ci cacciano e ci uccidono un giorno doro l'altro, senza tregua. Dieci e dieci e dieci di noi sanno ammazzato per i loro banchetti. Presto non interne nessuno di noi».

Antilope Nero chiamò a raccolta i Primi e disse: «Noi abbiamo fatto questo Posto Buono per noi stessi. Adesso le persone lo rovinano. Andate tutti lontano e lontano. Fate nuovi Posti. Così le persone ci vivono. Fateli lontani.

Così le persone devono spostarsi da uno all'altro. Fate in modo che vi sia cibo di ogni genere, un po' di ciascun tipo. Così le persone devono raccogliere, oltre che cacciare. E non si ammalano a forza di mangiare solo carne. Fate che ogni Posto abbia la sua stagione. Così le persone lo lasciano e le creature si riproducono e le piante danno semi e crescono. Tutto torna nuovo».

I Primi fecero quanto era stato detto.

Allora Antilope Nero si trasformò in un'antilope qualsiasi e si fece vedere dai figli di An e Ammu mentre si preparavano ad andare a caccia. Lo videro brucare sulla prateria un poco distante.

Da e Datta dissero: «Cacciamo quell' antilope».

Gli altri avevano paura. Dissero: «Uccidere l'antilope e mangiarla? Ma Antilope Nero non è il più grande dei Primi?».

Da disse: «Perché non la mangiamo? Chi di noi è della Tribù di Antilope Nero?».

Datta disse: «Guardate com'è grassa. La sua carne è ottima».

Ma gli altri avevano paura.

Da e Datta dissero: «Noi siamo i migliori. Dovete fare quello che vi diciamo. L'avete giurato a Odutu sotto la Montagna».

Poiché avevano giurato a Odutu, acconsentirono a cacciare l'antilope.

Antilope Nero li vide strisciare verso di lui e si spostò un poco e continuò a brucare. Loro striscia­rono più vicino, e di nuovo lui si spostò un poco, e ancora e ancora. Fece così tutto il giorno, e intanto quelli continuavano a dire in cuor loro: «La prossima volta la prendiamo». Sentivano in bocca il forte sapore della grassa carne arrostita.

Al tramonto Antilope Nero li condusse a uno sta­gno vicino al quale cresceva un'erba dalle radici blu. Bevvero ed estrassero le radici blu dalla terra ele mangiarono, e dissero: «Domani torniamo al Pri­mo Posto Buono e cacciamo lì».

Il giorno seguente si svegliarono e videro Antilope Nero che brucava lì vicino, e ancora una volta gli diedero la caccia tutto il giorno, e al tramonto lui li condusse a uno stagno vicino al quale crescevano dei binja. Bevvero e raccolsero e sgusciarono i semi di binja e li mangiarono, e dissero: «Domani torniamo al Primo Posto Buono e cacciamo lì».

Così fu per molti, molti giorni. Alla fine arrivaro­no a uno dei nuovi Posti Buoni che i Primi avevano fatto per loro, e là Antilope Nero li lasciò. Mentre, strada facendo, passava accanto agli stagni, bevve fino a prosciugarli. E mangiò i binja e le radici blu e tutte le altre cose che crescevano lì accanto, cosicché i figli di An e Ammu non potessero più ritornare al Primo Posto Buono


Profondamente radicata nel petto umano c'è una passione per cacciare qualcosa
(Charles Dickens)

giovedì 24 luglio 2008

Le foto del compleanno

Da Compleanno Se...

"Tanti auguri alla nostra velina Marina, chè domani é il suo compleanno. Compie ventun'anni. Beata lei. Io alla sua età ne avevo trentaquattro."
(E. Greggio)

mercoledì 23 luglio 2008

E sono 32....

"Per il mio compleanno vorrei che qualcuno mi regalasse un grande amore, anche se di seconda mano."
(E. Arlotti)

venerdì 11 luglio 2008

Corsica arriviamo

Ho spiegato a mio nipote cos'è il compromesso: se per le vacanze tua madre vuole andare al mare e tuo padre invece in montagna, il compromesso è che si va al mare, ma il papà può portarsi gli sci
(Dino Verde)

Favola Antica: Scimmia viene scoperta

Capitolo 8 - SCIMMIA VIENE SCOPERTA

Antilope Nero brucava lontano nella prateria. Alla sera alzò la testa e annusò l'aria.

Fiutò il fuoco.

Fiutò la carne bruciata.

Allora pensò: "Il Primo Posto Buono brucia. Bruciano le creature, e An e Ammu e i loro figli" .

Arrivò velocemente, ma tutto era tranquillo.

Al rumore dei suoi zoccoli, le creature uscirono dai buchi e dalle tane e dai nidi per salutarlo.

«Chi si è fatto male?» gridò loro. «Chi sta bruciando?»

«Nessuno» risposero uno dopo l'altro.

Nell'oscurità vide il bagliore di un grande fuoco. Udì il suono di un canto forte ed esultante.

Raggiunse silenziosamente quel posto, e vide An eAmmu e i loro figli che facevano baldoria attorno al fuoco che avevano acceso. Le sue narici si riempironodell' odore di carne arrostita che stavano mangiando. Antilope Nero chiamò a sé i Primi.

«Chi di voi ha fatto questo?» chiese. «Chi di voi ha dato il fuoco ai figli di An e Ammu?»

«Io no» disse Giovane Pipistrello.

«Io no» disse Maiale Grasso.

Così risposero, uno dopo l'altro.

Soltanto Scimmia tacque.

«Sei stata tu, Scimmia?» chiese Antilope Nero. Scimmia continuava a tacere. Ma il punto che le prudeva sotto l'ascella, e che non era mai guarito, le faceva il solletico.

Si grattò.

«Perché ti gratti, Scimmia?» chiese Antilope Nero. «Mi ha morso una zecca» disse Scimmia. «Adesso ci soffio sopra, così guarisci» disse Antilope Nero.

Allora, Scimmia cercò di scappare, ma Serpente la raggiunse e la strinse così forte che non poteva muoversi, e Antilope Nero le guardò sotto il braccio e vide il punto che non era guarito.

Da questo capì che Scimmia aveva dato il fuoco ai figli di An e Ammu.

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
(Bertolt Brecht)

giovedì 10 luglio 2008

P.O.D - Alive

«Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare.»
(Jim Morrison)

mercoledì 9 luglio 2008

Il lampione

A tarda sera a Santa Maria del Monte (il Sacromonte sopra Varese) si possono fare anche delle foto così, specie se si è camminato 8 ore in mezzo ai monti...


Ho scelto di usare un filtro che rendesse la foto quasi sott'acqua per poi lasciare la luce della lampada come di forte contrasto

Da Il mercante d...
Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà.
(Henri Cartier-Bresson)

martedì 8 luglio 2008

blipper
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